L’esercizio 2025 di Ovs si conclude con vendite pari a 1,74 miliardi, in crescita del 7% (+3% circa sul
perimetro al netto di Goldenpoint, brand di cui lo scorso luglio il gruppo veneto ha raggiunto il 100% perfezionando l’acquisizione dalla società Gilfin).
Il positivo andamento dei primi nove mesi dell’anno si conferma anche nell’ultimo trimestre, che ha visto
tutte le insegne crescere anche nel perimetro like-for-like. Particolarmente brillante il contributo dei
nuovi progetti, soprattutto quelli che hanno interessato l’abbigliamento donna ed il beauty.
Ottimo il risultato di Goldenpoint che, consolidata per 7 mesi, vede un incremento delle vendite di circa
il 10% rispetto al periodo comparabile.
Nel mese di ottobre è stato aperto il primo negozio diretto Ovs in India, all’interno di uno
shopping mall di Nuova Delhi. “A quasi quattro mesi dall’apertura stiamo riscontrando ottimi risultati,
comparabili con le performance nei migliori centri commerciali italiani”; specifica una nota del player di cui fanno parte i brand Ovs, Stefanel, Upim, Croff, Goldenpoint, Piombo, Les Copains, Ovs Kids e Blukids.
Nei dati preliminari, l’ebitda dell’esercizio si può stimare tra i 216 e i 218 milioni di euro, segnando una crescita di circa l’11%,grazie al buon andamento del margine commerciale e nonostante l’inflazione sui costi. Anche l’ebitda margin cresce ulteriormente. La generazione di cassa aumenta di oltre il 20% rispetto all’esercizio precedente, trascinata dall’ebiyda e dalla dinamica del capitale circolante, con un ottimo tasso di conversione.
In occasione della comunicazione dei dati finanziari, il gruppo guidato da Stefano Beraldo ha fatto sapere di aver deciso di fare un passo indietro su Kasanova. A novembre Ovs aveva presentato un’offerta vincolante finalizzata ad ottenere il 100% della catena di accessori per la casa. Il closing però era vincolato a numerose condizioni, tra cui la finalizzazione degli accordi con i creditori finanziari e la deliberazione dell’azzeramento del capitale per perdite, da parte di Kasanova. A gennaio Ovs aveva comunicato di aver prorogato fino al 4 febbraio la validità dell’offerta perché: “La procedura istruttoria e deliberativa del ceto bancario – una delle principali condizioni sospensive dell’operazione – sta richiedendo tempistiche più lunghe rispetto a quanto previsto”. Ora, a conclusione dell’estensione del periodo dell’offerta, Ovs ha comunicato di aver deciso di far decadere la propria offerta, in scadenza in data odierna, “in quanto non si sono verificate le condizioni a cui la stessa era subordinata”.
Nei giorni scorsi era partito anche il confronto con i sindacati. In una nota, Uiltucs aveva segnalato che: “Il 21 gennaio si è svolto l’incontro tra le organizzazioni sindacali Filcams, Fisascat e Uiltucs e la società Kasanova, richiesto più volte dai sindacati per affrontare la situazione critica della rete vendita e le numerose chiusure di punti vendita registrate negli ultimi mesi. Il confronto è stato complesso e caratterizzato da profonde divergenze. Le organizzazioni sindacali – continua la nota – hanno contestato il fatto che il numero di chiusure sia stato molto più elevato rispetto a quanto comunicato dall’azienda negli incontri precedenti al periodo natalizio, quando le chiusure risultavano gestite tramite ricollocazioni in negozi limitrofi. La questione è passata poi al Mimit che ha previsto un tavolo su Kasanova il prossimo 10 febbraio.
Tornando ai dati di Ovs, per quanto concerne le previsioni future, “in un mercato che si presenta ancora incerto, ci attendiamo di poter comunque trarre vantaggio dagli effetti dei numerosi progetti messi in campo, relativi tanto al mondo prodotto quanto all’innovazione digitale nelle operations. Beneficeremo anche di alcune variabili esterne favorevoli quali la debolezza del dollaro, che rappresenta la principale valuta di riferimento dei nostri acquisti”, dichiara l’azienda di Venezia Mestre.



