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Il Q3 attenua il calo annuale della moda Italiana (-2,6%). Pesa l’export extra-Ue

Di Marco Caruccio
05 Feb 2026
Il Q3 attenua il calo annuale della moda Italiana (-2,6%). Pesa l’export extra-Ue

Campagna Milano fashion week. Ph. Filippo Tarentini, courtesy of Cnmi

Il 2025 dell’industria italiana della moda si è chiuso, superando le previsioni, con un fatturato provvisorio di 93,3 miliardi di euro, in calo del 2,6% anziché del 3,2% come suggerito dalla guidance di alcuni mesi fa. I dati sono stati comunicati da Carlo Capasa, presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana durante la conferenza stampa dedicata alla prossima Milano fashion week, in calendario dal 24 febbraio al 2 marzo, tra le fine delle Olimpiadi Milano Cortina e l’inizio della Paralimpiadi (6-15 marzo).

Nel terzo trimestre del 2025 il fatturato dei settori core della moda tricolore (tessile, abbigliamento, pelle, pelletteria e calzature) è tornato a crescere, dopo otto trimestri consecutivi di calo. A luglio si è avuta una prima inversione di tendenza (+1,4% rispetto a luglio 2024) che si è irrobustita a settembre (+5,7 per cento). A ottobre e novembre la crescita ha invece conosciuto una pausa, ma con una performance in ogni caso migliore della media dei mesi precedenti, rispetto agli stessi mesi dell’anno prima.

Continua invece a essere negativo l’andamento del fatturato nei settori collegati, soprattutto a causa della debolezza dei gioielli (-6,7% nel terzo trimestre, -7,8% la media di ottobre e novembre) e dell’occhialeria (-3,4% negli 11 mesi). Le difficoltà di questi comparti sono in gran parte dovute alla debolezza dei mercati di esportazione, come ad esempio hanno confermato i recenti dati condivisi da Anfao.

Il buon andamento della seconda metà dell’anno ha attenuato al -2,7% il calo complessivo dei primi 11 mesi nel complesso dell’industria della moda e dei settori collegati. L’andamento dei prezzi industriali nell’insieme è stato stagnante, in calo nei comparti tessili (-1,6%) e sostanzialmente stabile, ma con un leggero segno positivo, nell’abbigliamento (+0,2%) e nelle calzature (+0,9 per cento). Restano invece in netta crescita nella cosmesi e nella gioielleria (+10,6%), malgrado il calo del fatturato. Gli ultimi dati forniti dall’Istat relativi al mese di novembre mostrano un andamento delle vendite al dettaglio diversificato, ma in ripresa. Le vendite di prodotti della profumeria e della cura della persona sono cresciute del 5,9%, l’abbigliamento dell’1,4%, le calzature dell’1,3 per cento.

Economic trends elaborati a gennaio 2026 da Cnmi

Il Global Trade Update pubblicato da Unctad a gennaio mostra che nel 2025 i dazi medi applicati al commercio mondiale per i prodotti del tessile e abbigliamento sono cresciuti, passando dal 5,3% nel 2024 all’8,9% nel 2025. In generale, nel secondo e terzo trimestre del 2025 il commercio mondiale di beni è rimasto stagnante. In questo contesto, le esportazioni dell’industria italiana della moda sono complessivamente diminuite del 4,1% nei primi 10 mesi. Il calo ha interessato sia i settori core (-2,1%) che quelli collegati (-8,3 per cento). La dinamica verso i paesi extra-Ue è stata significativamente peggiore della media (-9% per cento).

Le difficoltà del quadro macroeconomico in Francia, primo paese di esportazione per i settori core della moda italiana, hanno congelato l’export sui livelli del 2024 nei settori core (+0,8%) e provocato un calo del 5,6% in quelli collegati. L’impatto delle misure protezionistiche degli Stati Uniti, terzo mercato per la moda italiana, è stato finora solo in parte avvertito nei settori core della moda italiana: le esportazioni hanno mantenuto un segno positivo (+4,1%), mentre l’impatto è stato pienamente avvertito nei settori collegati dove l’export verso gli Usa è calato del 12,5 per cento. Le difficoltà del mercato cinese permangono gravi e le esportazioni sono diminuite del 16,7% verso la Cina e del 9,3% verso l’hub di Hong Kong. Una nota merita il calo dell’export verso la Turchia (-54% nei settori collegati, e in particolare nella gioielleria), il cui boom degli anni precedenti era con ogni probabilità dovuto a triangolazioni con Paesi terzi.

Le importazioni sono invece in crescita sia nei settori core (+5,5%) che in quelli collegati (+6,1 per cento). Le importazioni dalla Cina (+8,7%) sono in ripresa nei settori core, in linea con il generale recupero dell’export cinese sui mercati mondiali. Il saldo commerciale complessivo nei primi 10 mesi del 2025 è stato positivo per 33,7 miliardi di euro, ma in diminuzione di 5,2 miliardi miliardi rispetto allo stesso periodo del 2024.

Le previsioni di fatturato per il 2026 riflettono uno scenario di marcata incertezza riguardo alla dinamica di alcune variabili esogene chiave. In primo luogo, la volatilità del dollaro dopo l’indebolimento del 2025; l’andamento futuro dipenderà dalle strategie fiscali dell’amministrazione Trump e dal nuovo orientamento della Federal Reserve. Pesa anche l’incognita della Cina nonché le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e nell’area GCC. Capasa ha però dichiarata che quest’anno il fatturato della moda italiana potrebbe vedere una crescita dell’1 per cento. Il modello di previsione indica una bassa probabilità (intorno al 15%) di un nuovo segno negativo, in ogni caso moderato, e assegna a questo scenario pessimistico una probabilità uguale allo scenario ottimistico di crescita tra il 2,5% e il 4 per cento.

Alessia Cappello, assessora allo sviluppo economico e alle politiche del lavoro con delega al commercio, alla moda e al design, è intervenuta riportando i dati i Confcommercio sull’evento Olimpico che dovrebbe portare a Milano circa 320 milioni di indotto, mentre le fashion week portano circa 200 milioni. “La ricaduta di tutto ciò va considerata non solo nelle settimane del momento olimpico ma fino a 36 mesi dopo, è un volano di indosso economico non solo per Milano ma per l’Italia”. Anche la campagna di promozione della fashion week sottolinea il ruolo del capoluogo lombardo come piattaforma internazionale di creatività, sport e cultura. La campagna rappresenta il capitolo conclusivo di una collaborazione con Milano & Partners avviata a giugno 2025 in vista dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Le foto sono state scattate da Filippo Tarentini coinvolgendo brand della nuova generazione. Lo scenario della montagna evoca il paesaggio di Cortina e lo styling è arricchito da alcune attrezzature di discipline sportive, e in ogni fotografia risalta uno dei cinque colori ufficiali dei Giochi Olimpici. Anche per questa edizione sono stati utilizzati oggetti provenienti dalla collezione d’archivio conservata presso il Museo Olimpico di Losanna.

La prossima fashion week, realizzata con il supporto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, di Agenzia Ice e del Comune di Milano, prevede 161 appuntamenti totali: 54 sfilate fisiche e 8 digitali, 72 presentazioni di cui 5 presentazioni su appuntamento e 27 eventi. Questa edizione vedrà il debutto di Maria Grazia Chiuri alla direzione creativa di Fendi e di Meryll Rogge per Marni. Inoltre, ci sarà la prima sfilata di Demna per Gucci. Emporio Armani presenterà per la prima volta la collezione donna-uomo, sotto la direzione creativa di Silvana Armani e Leo Dell’Orco. Gcds festeggerà quest’anno il decimo anniversario con una festa venerdì 27 febbraio dopo la sfilata e Ann Demeulemeester sarà presente per la prima volta in calendario con un evento. Alberta Ferretti, che ha recentemente sfilato a Dubai, allestirà una presentazione della collezione autunno/inverno 2026-27 all’interno di Palazzo Donizetti.

Saranno presenti per la prima volta nel calendario ufficiale delle sfilate donna i brand: Casa Preti, Florania, Max Zara Sterck, Simon Cracker, Tell The Truth e Venerdì Pomeriggio (nuovo marchio di Vivetta Ponti). Ritornano in calendario sfilate: Act N°1, Fila e Gcds. Per la prima volta nel calendario presentazioni i brand: Afraa, Alice Yu, Avavav, Les Filles D’Eva, Mafi Mafi, Marea, Saelf, Sara Behbud. Per la prima volta nel calendario delle sfilate digitali: Edis Pala, I Am Isigo, Ivan Delogu Senes e Uni Form. Camera Moda Fashion Trust collaborerà con The Core che il 25 e il 28 febbraio ospiterà nella propria lounge le presentazioni di Moja Rowa e Saman Loira, finalisti dell’iniziativa Grant 2025.

Il 24 febbraio inaugurerà il progetto ‘Next on air: A brand selection curated by Rinascente and Cnmi’ che vedrà 11 brand della nuova generazione esposti presso l’Air Snake Space di Rinascente Duomo fino al 9 marzo 2026. Questa edizione il Fashion Hub di Cnmi si terrà presso Palazzo Morando. I progetti presentati saranno ‘Future threads: Italy’s new wave’ e ‘New gen, new ethos’, curati da Sara Sozzani Maino, Cnmi international new talent and brands ambassador.

Presso la Fondazione Sozzani sarà svelato il documentario ‘Paving The Way – Franca’s Legacy’. Un tributo a Franca Sozzani come una direttrice diventata mentore duratura per designer e creatori d’immagini in tutto il mondo. La fondazione accoglierà una serie di proiezioni aperte al pubblico su prenotazione di ‘Paving The Way – Franca’s Legacy’, direzione creativa di Sara Sozzani Maino, e ‘Chaos and Creation’ di Francesco Carrozzini.

Afro Fashion Association presenterà la seconda edizione di ‘Communities at Work’; a seguito del rinnovo della collaborazione con il Seoul Metropolitan Government, avviata nel 2024, si terrà la terza edizione del progetto collettivo ‘Voices of Seoul’. Victor Weinsanto, designer dello Showroom Sphere della Paris fashion week, presenterà al Fashion Hub di Cnmi in un’ottica di collaborazione e scambio con la Fédération de la Haute Couture et de la Mode. Parallelamente lo Sphera Paris Showroom ospiterà infatti dal 4 al 10 marzo, durante la fashion week parigina, il brand italiano Act N.1.

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