“Un incontro tra heritage e innovazione”: Daniele Alessandrini riassume così la propria proposta autunno/inverno 2026-27, portata all’edizione numero 109 di Pitti Uomo, in corso fino a oggi in Fortezza da Basso.
“Conosciamo benissimo la storicità del marchio ma cerchiamo anche di mantenerci aperti a quello che accade nel mondo del fashion, tenendo presente le richieste del nostro target di riferimento”, ha raccontato a Pambianconews Luigi Cozzolino, direttore marketing e comunicazione di Daniele Alessandrini, all’interno dell’orbita di Donato Ambrosio, player attivo nel settore fashion da trent’anni con un portfolio di brand in produzione e distribuzione tra cui anche Outfit Italy, Over/D, Telacruda e Kejo.
“Il 2025 – ha raccontato ancora il manager – è stato un anno di bilancio, visto che la nostra collaborazione con il marchio è in piedi da circa un anno e mezzo”. Un bilancio finora positivo, con un anno che si è chiuso con ricavi in crescita di circa il 20 per cento. “Per il momento il nostro mercato di riferimento resta quello italiano, ma nel 2026 vedranno la luce delle partnership sul versante dello sviluppo estero. I Paesi coinvolti sono Germania, Benelux e Francia, con un’apertura verso il nord Europa in valutazione”.
Attualmente la distribuzione del brand poggia interamente sul canale wholesale, con circa 500 punti vendita in Italia. All’orizzonte nessuno sviluppo retail imminente, “proprio perché l’obiettivo è quello di posizionare il brand in contenitori che definiamo premium luxury”.
Al centro della collezione presentata in fiera, come sempre un posto d’onore spetta all’abito, con un fit che strizza l’occhio a proposte più morbide e una palette cromatica che spazia dal camel al grigio, fino al panna e al bordeaux.



