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Boglione: “Il rilancio di Woolrich passa dall’heritage”. Aperto uno store a Torino

Di Marco Caruccio
15 Gen 2026
Boglione: “Il rilancio di Woolrich passa dall’heritage”. Aperto uno store a Torino

Woolrich autunno/inverno 2026-27

Woolrich torna a Pitti Uomo dopo la recente acquisizione da parte del gruppo Basicnet, avvenuta lo scorso autunno. Lo stand del marchio americano riprende non solo alcuni dei suoi codici distintivi come il motivo buffalo check ma ospita anche alcuni capispalla d’archivio, cataloghi, immagini storiche e testimonianze materiali della propria storia tra cui alcuni rocchetti di filato originali, dipinti del fondatore John Rich e della sua famiglia. Ieri Lorenzo Boglione, CEO del gruppo piemontese, e Marco Tamponi, Sebago e Superga global brand manager, hanno incontrato la stampa di settore per raccontare il primo approccio alla label.

“Essere proprietari di un marchio con 200 anni di storia è un onore perché, come diciamo spesso, ci sentiamo custodi dei brand e ci impegniamo a portarli avanti nel tempo, renderli contemporanei, ma sempre rispettando la loro la loro storia”, ha esordito Boglione. Proprio durante l’ultimo summit Pambianco-PwC Fashion Summit il fratello Alessandro, co-CEO, aveva commentato la recente acquisizione.

“Ci limiteremo a parlare della storia di Woolrich perché ancora non abbiamo avuto il tempo di lavorare direttamente sulle collezioni; stiamo ascoltando, stiamo imparando dalle persone che ci hanno lavorato negli ultimi anni, stiamo imparando dall’archivio fatto di più di 15mila capi e di chilometri di tessuti perché l’azienda nasce dalla produzione di tessuti”, ha spiegato Tamponi.

L’acquisizione è avvenuta tramite una società interamente controllata da Basicnet, dei diritti sul marchio Woolrich per l’Europa e del 100% di Woolrich Europe Spa, società che ne cura la distribuzione e il retail, il cui fatturato per l’esercizio 2025 è intorno ai 90 milioni di euro, per un enterprise value complessivo di 90 milioni di euro. Boglione non ha nascosto che Woolrich ha accumulato molti debiti: “L’azienda era, come tutti sanno, in grande difficoltà economica e finanziaria, il business era quasi il doppio 7-8 anni fa, per cui parliamo di un di una crisi significativa”. Basicnet non ha ancora stilato un business plan di rientro: “Abbiamo comprato un marchio convinti che nei prossimi 10-20 anni sarà un grande investimento. Essere un gruppo con diversi marchi ci dà la serenità di non essere alla rincorsa necessaria del punto di pareggio, l’azienda ha tempo di crescere nella direzione corretta”.

Ieri mattina un gruppo di dipendenti del brand e di rappresentanti sindacali ha manifestato fuori dalla Fortezza da Basso protestando contro il possibile trasferimento di 139 lavoratori di Woolrich. Venerdì scorso c’è stato un incontra tra i sindacati, i dirigenti dell’azienda, il sindaco di Bologna Matteo Lepore e l’assessore regionale VincenzoPaglia che ha portato allo stop dei trasferimenti di tutti i lavoratori a Torino annunciati un mese fa, di cui 109 da Bologna e 30 da Milano, per avviare un tavolo condiviso per discutere della riorganizzazione. Poco prima di Natale BasicNet aveva confermato la decisione unilaterale di spostare 139 lavoratrici e lavoratori di Woolrich a Torino, “ignorando l’appello e la forte contrarietà di sindacati, istituzioni locali e dipendenti”, avevano sottolineato le sigle sindacali, facendo presente come la decisione era stata motivata dall’azienda “dall’andamento economico di Woolrich, che registrerebbe una flessione del 30 per cento”.

Il prossimo incontro è fissato per il 30 gennaio, “non ci sono novità rispetto al comunicato stampa sulla sospensione, fino a fine mese, della procedura di trasferimento e nel frattempo nelle sedi adeguate si stanno facendo conversazioni giuste, necessarie in modo in modo tale da prendersi cura di tutte le persone, ma rispettare anche le necessità di un’azienda”, ha dichiarato Boglione.

Per quanto concerne la rete retail, attualmente Basicnet la sta studiando e organizzando. “Non abbiamo ancora fisicamente avuto il tempo di andare a visitare tutti i negozi, bisogna avere pazienza, conoscere le persone, conoscere le situazioni, è un processo evidentemente lungo perché non siamo in tanti, abbiamo anche altri marchi da gestire, per cui con enorme pazienza (e anche senza fretta, per fortuna non abbiamo) stiamo analizzando tutto”, ha spiegato il manager. “L’unica cosa che abbiamo fatto in fretta e furia è stata aprire il primo negozio sotto la nostra gestione a Torino, dove avevamo uno bello spazio disponibile. Tra il giorno della firma e le due settimane successive siamo riusciti, per Natale, ad avere un negozio Woolrich nella nostra città. Questa è stata l’unica cosa fatta un po’ di fretta, per il resto continueremo a fare le cose con calma e bene”. Boglione ha ricordato che oggi l’80% del fatturato e tra Italia e Germania: “Ci sono enormi margini di crescita già in questi due Paesi, perché essendo i più grandi e quelli dove il marchio è più conosciuto, nonostante il calo degli ultimi anni, si può tornare a crescere, ma si possono esplorare tutti gli altri mercati”.

Boglione ha anche confermato che durante la prossima edizione di giugno sarà presente in Fortezza da Basso l’ultima new entry di Basicnet: Sundek, acquisito soltanto lo scorso mese insieme al 100% della società Kickoff, attuale titolare e gestore del brand, controllata dalla società Winnie.

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