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Madrid lancia la sfida all’asse Parigi-Milano nello shopping tax free di lusso

Di Milena Bello
12 Gen 2026
Madrid lancia la sfida all’asse Parigi-Milano nello shopping  tax free di lusso

Una passeggiata in Calle de Serrano, uno ‘struscio’ in Calle de Ortega y Gasset e un giro in Calle de Goya. L’epicentro del cosiddetto Golden Mile o, alla spagnola, Milla de Oro, ha conquistato il cuore – e le tasche – di un numero sempre maggiore di turisti altospendenti ormai votati ad eleggere la capitale spagnola a meta prediletta del loro shopping di lusso. Va detto, non si tratta di una scelta che al momento sta sparigliando del tutto le carte della geografia del tax free di lusso oscurando il predominio di Milano e ancor più Parigi, dal momento che queste due città raccolgono circa un terzo della spesa tax free totale.

Ma del doman non v’è certezza cantava Lorenzo de’ Medici e, parafrasando, non è dunque escluso che, alla lunga Madrid come anche Barcellona possano dare veramente del filo da torcere alle due capitali degli acquisti esentasse di fascia alta. Una proiezione che conferma, dunque, come il momento d’oro della Spagna si estenda anche allo shopping di lusso, ovvero a quel che, fino ad ora, è stato uno dei fiori all’occhiello dell’Italia. la spinta del sudamerica

Secondo gli ultimi dati di Global Blue, già oggi la Spagna è il terzo mercato europeo per contribuzione del tax free con una quota del 18% sul totale degli acquisti esentasse dietro Francia e Italia, entrambe al 26 per cento. Sebbene la capitale francese nei primi nove mesi del 2025 abbia registrato un record nella spesa media per shopper (4.300 euro), è il territorio iberico a mettersi in luce per la velocità con cui sta marciando verso il recovery della spesa pre-pandemica, lasciando dunque presagire un ulteriore importante balzo in avanti. A livello generale, il tax free in Europa ha raggiunto un livello di recupero dei volumi di spesa rispetto al 2019 del 50 per cento. Ecco, la Spagna ha fatto molto di meglio: ha triplicato questo dato: “è il Paese che ha registrato il tasso di recovery della spesa rispetto al 2019 più alto: 179% – spiega a Pambianco Magazine Stefano Rizzi, managing director Italy di Global Blue -. Sta crescendo a una velocità doppia rispetto alla media europea (+15% contro +8%) e vede in Madrid il polo principale dello shopping: la capitale pesa ormai per il 45% della spesa nazionale (era il 38% nel 2019) ed esprime il Cagr nel periodo 2019-2024 più elevato tra le principali città europee, circa il 14% contro il 9% di Parigi e Milano”.

A spiegare l’ascesa della destinazione iberica come meta del tax free in Europa, si cela il forte traino dell’America Latina. “Questa regione – aggiunge Rizzi – è oggi uno dei motori di crescita del tax free shopping in Europa”. In Spagna questo trend è ancora più marcato, considerato il peso del turismo proveniente dai Paesi dell’America del sud. Secondo Global Blue, nell’ultimo anno, considerando i dodici mesi a settembre 2025, i turisti provenienti dal Sudamerica sono stati il primo gruppo per contribuzione nel Paese iberico, con il 33% della spesa tax free complessiva nel Paese. “Si tratta – aggiunge Rizzi – di una quota circa quattro volte superiore a quella che rappresentano, per esempio, sul mercato italiano”. La spesa media di questi turisti si aggira sui 900 euro ed è dunque più contenuta rispetto alle nazionalità high spender come gli Stati Uniti, che sono secondi per contribuzione con oltre 1.500 euro di spesa media. Tuttavia, il gap di spesa è compensato da volumi molto dinamici e questo spiega il boost.

I dati, peraltro, si inseriscono in una cornice di crescita del turismo internazionale nel Paese. Come riporta l’ultimo studio del World travel & tourism council, la spesa in generale dei visitatori internazionali in Spagna è passata dai 92 miliardi di euro del 2019 ai 107 miliardi del 2024. Per l’anno appena concluso si stima che questo dato sia salito a 113,2 miliardi di euro per raggiungere in proiezione 138 miliardi nel 2035. Secondo l’Ine, l’istituto spagnolo di statistica, la spesa totale dei turisti internazionali in Spagna è aumentata nel 2025: nei primi nove mesi dell’anno è aumentata del 7%, raggiungendo 105,83 miliardi di euro. Ed entrando nel dettaglio del luxury, i dati sono altrettanto positivi: in base all’analisi di Deep Market Insights, il mercato dei viaggi di lusso in Spagna, che nel 2024 valeva 58,24 miliardi di dollari (49,26 miliardi di euro), raggiungerà i 112,4 miliardi di dollari entro il 2033, con un tasso di crescita annuo del 7,56 per cento

In europa Insomma, la Spagna è in pole position per attrarre una buona fetta di quella fascia di turisti altospendenti che, scegliendo di viaggiare in Europa e di destinare qui una parte importante degli acquisti esentasse, continuano a tenere alti i livelli di questo canale. D’altro canto gli ultimi dati disponibili sul tax free nel Vecchio Continente sono in genere positivi. Sempre secondo Global Blue, nei nove mesi in Europa il settore si mostra stabile (+1%), sostenuto dall’aumento della spesa media per shopper (+2 per cento). Nel Vecchio Continente sono i turisti nordamericani a contribuire maggioramente alla crescita: tra gennaio e settembre la loro spesa è cresciuta del 5%, seconda come incremento a quella degli arabi a +8% che registrano la spesa media più elevata del mercato (6mila euro). Resta ancora al palo lo shopper cinese, la cui spesa arretra del -14%, e non ha ancora raggiunto il livello di recovery sul 2019.

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