Saks Global Enterprises, storico nome del retail di lusso statunitense, si trova in una fase critica. Secondo fonti vicine al dossier, la società starebbe valutando il ricorso al Chapter 11 — la procedura fallimentare americana per la ristrutturazione aziendale — come ultima risorsa, a fronte di un imminente pagamento di interessi superiore ai 100 milioni di dollari (pari a 84,6 milioni di euro al cambio di oggi) previsto per il 30 dicembre.
Parallelamente, Saks starebbe esplorando opzioni alternative per ottenere liquidità, tra cui finanziamenti d’emergenza o la vendita di asset, mentre alcuni dei suoi creditori hanno avviato colloqui riservati su un potenziale prestito debtor-in-possession (strumento tipico delle ristrutturazioni in Chapter 11). Il tutto avviene in un clima di crescente incertezza: anche le obbligazioni ristrutturate ad agosto sono crollate ai minimi, con i titoli “second-out” da 941 milioni trattati lunedì a soli 7,5 centesimi per dollaro, contro i 36 di due settimane prima. Le obbligazioni senior da 762 milioni quotano attualmente attorno a 48 centesimi.
Il rischio default arriva dopo un 2023 segnato da scelte strategiche ambiziose ma controverse. Saks aveva raccolto miliardi in obbligazioni per finanziare l’acquisizione di Neiman Marcus, puntando sulla scala come leva per rilanciare la propria posizione nel settore. Ma l’operazione ha solo aggravato il peso del debito e non ha risolto i problemi strutturali con i fornitori, molti dei quali hanno bloccato le forniture in seguito a pagamenti mancati, aggravando ulteriormente le perdite operative.
Nel tentativo di guadagnare tempo, lo scorso giugno Saks ha convinto i creditori a ristrutturare parte del debito, creando nuove gerarchie tra gli obbligazionisti. Ma anche quei titoli hanno perso valore rapidamente, segnale evidente del crescente pessimismo tra gli investitori.
A ottobre, Saks ha chiuso il secondo trimestre ancora in calo (-11%) e ha rivisto al ribasso le previsioni sull’intero anno fiscale, citando cali di vendite legati a problemi nella gestione delle scorte. La società ha continuato a posticipare i pagamenti ad alcuni fornitori per conservare liquidità.
In una nota, un portavoce del gruppo ha dichiarato: “Insieme ai nostri principali stakeholder finanziari, stiamo esplorando ogni possibile percorso per garantire un futuro solido e stabile a Saks Global e portare avanti la nostra trasformazione, offrendo al contempo prodotti eccezionali, esperienze elevate e un servizio personalizzato ai nostri clienti”.



