Il rallentamento del lusso lambisce anche Stefano Ricci. Dopo aver chiuso il 2024 con una crescita del 10% a quota 233 milioni di euro, la maison fiorentina ha comunicato che le vendite dei negozi diretti nel primo quadrimestre 2025 hanno registrato un incremento del 4%, ma il fatturato totale ha subito un arretramento del 3 per cento, andamento che ha portato il management ad esprimere cautela sull’anno in corso. In concomitanza con la presentazione della nuova campagna dedicata alla collezione primavera/estate 2026, il CEO Niccolò Ricci ha dichiarato a Pambianconews la possibilità di raggiungere nel full year un fatturato stabile rispetto al 2024.
L’amministratore delegato ha inoltre comunicato un piano di aperture negli Stati Uniti; dopo l’inaugurazione a Houston dello scorso dicembre, a settembre sarà la volta di Washington DC. Inoltre il marchio ha da poco aperto due store a Ho Chi Minh City in Vietnam.
In programma gli opening a Almaty (Kazakistan) e a Roma, in via Bocca di Leone all’inizio del 2026, in aggiunta alla nuova location di Porto Cervo in apertura il prossimo mese, portando così il brand a 82 boutique monomarca nel mondo. Nel 2025 sono anche previsti più di 400 metri quadrati di refitting retail nell’area Cina.
“Anni fa il nostro turnover era un po’ sbilanciato in favore di alcuni mercati, oggi invece l’azienda è ben equilibrata tra le cinque aree di riferimento, tutte con una quota del 18-23%: Stati Uniti, Europa, Paesi dell’Ex Unione Sovietica con Medio Oriente, sud est asiatico e Cina. In questo momento gli Usa stanno performando meglio dello scorso anno, i dazi rappresentano una partita a poker globale. In caso dovessero esserci degli aumento, sia in termini di costi o dazi, divideremo al 50% con il consumatore finale come abbiamo sempre fatto. In ogni caso aspettiamo prima di pensare al da farsi”, ha spiegato Ricci.
Il manager ha inoltre annunciato il completamento del piano di sviluppo produttivo che vede oggi l’azienda presente con la nuova logistica di 4.400 metri quadrati nell’area aeroportuale di Firenze e con il completato trasferimento della sartoria dalla sede originaria di via dei Niccoli a Firenze, nei nuovi spazi di 1200 metri quadrati presso lo stabilimento di Caldine (Fiesole), dove oggi lavorano 45 sarti per migliorare la capacità del ‘su misura’.
Restando sul territorio locale, il mese scorso Stefano Ricci ha siglato un accordo di mecenatismo culturale con Gallerie degli Uffizi in qualità di main sponsor del progetto di smantellamento della gru che deturpava lo skyline di Firenze da oltre vent’anni e della riqualificazione dell’area del cortile museale nel cuore della città.

All’interno del Piccolo Teatro Strehler la maison ha svelato il settimo capitolo di SR Explorer, ambientato in India, nello specifico in Rajasthan e Uttar Pradesh. “È una cultura di vecchi numeri di National Geographic che consentivano a me e a mio fratello Niccolò di crescere osservando un mondo esotico – ha spiegato il direttore creativo Filippo Ricci -. Incontrando poi a Firenze clienti che arrivavano da quelle terre lontane, che sarebbero diventati amici di famiglia”. Dietro la macchina fotografica, ancora una volta, c’è il noto Steve McCurry, che proprio in questi luoghi ha realizzato alcuni degli scatti più famosi della sua carriera.
Il settimo capitolo di SR Explorer è ambientato in Rajasthan e Uttar Pradesh tra palazzi imperiali, natura selvaggia, mercati di sete e spezie. Partendo dal Taj Mahal voluto dall’imperatore indiano Shah Jahan fino a Fatehpur Sikri, la fortezza in arenaria, dove il re Akbar il Grande volle unire le tre più importanti religioni del mondo. Presso il Ranthambore Park, tra la natura allo stato brado, è stata fotografata la Tigre del Bengala; a Jaipur gli scatti hanno immortalato le scale concentriche di Panna Meena al fianco delle donne che da secoli raccolgono l’acqua dei monsoni con i loro vasi di terracotta.
A Jodhpur, la Città Blu, tra i vicoli dell’antica residenza brahamina, McCurry ha ritrovato quel bambino, oggi un uomo, che correva in una foto iconica scattata quarant’anni fa; infine sul lago di Udaipur con l’accesso esclusivo al Palazzo del Maharana.
La collezione primavera/estate 2026 mette in parallelo stilistico, oltre che culturale, l’impero Moghul e il lusso dei Maharaja con l’eredità del Rinascimento. Il viaggio in India è stato raccontato attraverso 64 look (più nove della collezione SR Junior) immortalati da Steve McCurry.
In occasione di SR Explorer è stato raggiunto un accordo con il Centre for Wildlife Studies (CWS), legato alla sopravvivenza della tigre nel habitat naturale dell’India. Il contributo del marchio consentirà di supportare lo studio di conflitti tra la fauna selvatica e le comunità locali.




