Pvh archivia il 2024 con un calo delle vendite e con una flessione della marginalità, confermando un anno che ha visto un andamento altalenante dei consumi. Tuttavia, i risultati hanno superato le attese degli analisti ed anche per l’esercizio in corso le attese sulle vendite dovrebbero essere migliori del consensus del mercato, con un trend di ricavi stabili o in leggera crescita. Le azioni sono salite del 15% nelle contrattazioni after-hours di ieri e nel pre-market stanno salendo del 17 per cento.
Entrando nel dettaglio dei dati, nel quarto trimestre il turnover del gruppo a cui fanno capo Calvin Klein e Tommy Hilfiger è calato del 5% a 2,37 miliardi di dollari (2,2 miliardi di euro, in flessione del 2% su base valutaria costante), mentre le vendite annuali per il 2024 sono scese del 6% a 8,65 miliardi di dollari (-5% a cambi costanti). Entrambi i risultati hanno superatola guidance che prevedevano vendite trimestrali e annuali in calo fino al 7 percento.
Nel Q4 le vendite di Tommy Hilfiger sono calate del 5%, trascinate al ribasso soprattutto dalla parte internazionale (-7%) a fronte di un nord America stabile. Nello stesso periodo Calvin Klein ha realizzato ricavi in calo del 2% con un internazionale a -4% e andamento nell’area a stelle e strisce in crescita del 3 per cento. I ricavi di Heritage Brands sono diminuiti del 41% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Allargando lo sguardo all’intero anno, il trend è stato analogo, con Tommy Hilfiger a -5% e Calvin Klein a 1 per cento in termini di vendite. Heritage Brands ha visto un forte contrazione dei ricavi pari al 53 per cento.
In sensibile contrazione la marginalità con l’ebit passato dai 928,8 milioni di dollari del 2023 ai 772 milioni del 2024 e gli utili scesi a 598,5 milioni dell’anno appena concluso rispetto ai 663 del 2023.
“Nel 2024 – ha dichiarato nella nota il CEO Stefan Larsson, “abbiamo registrato ricavi migliori del previsto a valuta costante, con margini lordi record e margine ebit non-Gaap due cifre. In un macro contesto difficile, abbiamo registrato un altro anno di forte redditività in Nord America, guidato miglioramenti sequenziali nei nostri portafogli ordini all’ingrosso in Europa, migliorando al contempo la nostra qualità delle vendite e abbiamo raggiunto il nostro terzo anno consecutivo di crescita nell’area Asia-Pacifico, su base valutaria costante”. Guardando al futuro, ha continuato il numero uno di Pvh, “in Nord America, continueremo a guidare un margine ebit a due cifre, in Europa i nostri portafogli ordini dell’autunno 2025 sono tornati a crescere e nell’area Asia-Pacifico continueremo a concentrarci sulla guida di un forte coinvolgimento dei consumatori in tutta la nostra attività diversificata nella regione”.
In merito al 2025, la società ha previsto dunque vendite stabili o leggermente positive superiori alla stima media degli analisti di un calo dei ricavi dello 0,5% per il periodo rispetto all’anno precedente, secondo quanto riporta Bloomberg. In un’intervista con l’agenzia, Larsson ha dichiarato: “è ancora uno scenario più difficile per i consumatori in Nord America e poi uno scenario ancora difficile anche per i consumatori cinesi”, aggiugendo poi che i consumatori statunitensi e canadesi stanno affrontando pressioni inflazionistiche e segnalano una minore fiducia nei loro sentimenti sul futuro. A febbraio, Pvh è stata inserita nella lista nera dalla Cina come parte delle azioni intraprese da Pechino nella crescente guerra commerciale con gli Stati Uniti. Nel primo trimestre 2025 Pvh prevede ricavi stabili o in calo del 2% rispetto allo stesso periodo del 2024.



