Si ricompone il risiko nelle nomine in Lvmh. Jean-Christophe Babin sarà, infatti, il nuovo CEO della divisione Lvmh Watches a partire dal 1° aprile. Il dirigente succede a Frédéric Arnault, che a sua volta è stato nominato CEO di Loro Piana nell’ambito di una serie di ‘rimpasti’ esecutivi annunciati all’inizio del mese dal colosso francese del lusso.
Jean-Christophe Babin riporterà a Stéphane Bianchi, CEO del Gruppo Lvmh, e manterrà anche le sue attuali responsabilità di CEO di Bvlgari, ruolo che ricopre dal 2013. Con la sua nuova carica, Babin continuerà il lavoro iniziato da Arnault, costruendo e orchestrando le strategie di sviluppo e di elevazione delle maison Hublot, Tag Heuer e Zenith. Julien Tornare, CEO di Hublot, Antoine Pin, CEO di Tag Heuer e Benoit de Clerck, CEO di Zenith riporteranno direttamente a lui.
Jean-Christophe Babin ha iniziato la sua carriera nel 1983 in ambito sales e marketing. Nel 2000 è entrato poi in Lvmh come CEO di Tag Heuer, che ha guidato per 12 anni, contribuendo al suo sviluppo. Ha poi assunto la direzione di Bvlgari nella primavera del 2013, dove ha valorizzato con successo l’eredità della maison romana di alta gioielleria per attuare un ambizioso piano di trasformazione e modernizzazione.
“Sotto la guida di Frédéric Arnault, la divisione orologi ha intrapreso una trasformazione significativa, che ha compreso l’attuazione di sinergie operative tra le maison orologiere del gruppo e un lavoro sostanziale sul posizionamento e sulle sfide di ciascuna di esse”, commenta in una nota Bianchi. “Ringrazio Frédéric e sono lieto di vedere questa dinamica proseguire con la nomina di Jean-Christophe, che farà leva sul suo spirito imprenditoriale, sulla sua energia e sulle sue eccezionali qualità di leadership per servire la crescita sostenibile e ambiziosa della divisione”.
Secondo l’annual report condiviso dalla maison del lusso, nel 2024 la divisione Watches&Jewelry di Lvmh ha registrato un fatturato di 10,6 miliardi di euro (in calo del 2%) e l’utile operativo si è attestato su 1,5 miliardi di euro. Inoltre, gli investimenti operativi ammontano a 939 milioni di euro, “riflettendo il continuo impegno nella qualità della produzione, nell’espansione della rete retail e nel rafforzamento della presenza digitale”, si legge nel report. A livello geografico, la principale quota di mercato è stata rappresentata dagli Stati Uniti (24%), seguiti dall’Asia escluso il Giappone (29%) e dal Giappone stesso (13%), con una presenza consolidata anche in Europa e in altri mercati.



