Louis Vuitton porta in tribunale Steve Madden. La maison di punta di Lvmh ha avviato un’azione legale in Francia contro il marchio di fast fashion noto per i suoi dupe, termine che indica le riproduzioni a basso costo di prodotti di lusso, in trend tra la Gen Z. Come riportato da Glitz.Paris, al centro della vicenda c’è l’accusa, da parte di Vuitton, di aver copiato la sua Multi Pochette Accessoires. Tuttavia, navigando sul sito di Steve Madden, è facile notare come diversi suoi prodotti ricordino fin troppo da vicino modelli iconici di brand del lusso come Celine, Saint Laurent e Prada. Dal 1990, il marchio newyorkese ha infatti costruito il suo successo reinterpretando sfacciatamente i best seller di molti player del lusso.
Nel caso specifico, Vuitton non chiede solo un risarcimento danni, ma anche il divieto di vendita del modello Burgent in tutta l’Unione Europea. Proprio per questo, data la presenza del brand su scala continentale, un giudice francese ha rinviato la questione alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea (Cgue). Lo scorso 14 febbraio, il Tribunale di primo grado di Parigi si è espresso sul caso avviato dalla storica casa di moda contro la filiale europea del brand americano. Sempre secondo Glitz, gli avvocati di Steve Madden contestano invece la giurisdizione del tribunale francese, sostenendo che esso possa pronunciarsi solo sulle presunte violazioni avvenute in Francia e non sull’intero mercato europeo.
Nel dettaglio, le normative Ue stabiliscono che un’azienda debba essere citata in giudizio nel Paese in cui ha la propria sede legale (nel caso di Steve Madden, nei Paesi Bassi). Sebbene i tribunali di altri Stati membri possano intervenire su fatti accaduti nel loro territorio, non hanno automaticamente il potere di estendere le loro decisioni all’intera Unione. Per questo motivo, il giudice francese ha deciso di deferire la questione alla Cgue, che dovrà chiarire se Louis Vuitton possa effettivamente richiedere un divieto di vendita valido in tutta l’Ue attraverso un tribunale francese.
Solo due mesi fa Hermès era stato protagonista, suo malgrado di un episodio molto simile con un dupe del celebre modello Birkin, venduto dal maxi retailer statunitense Walmart a meno di 80 dollari nei propri store e online. Il modello era andato subito sold out ed era poi atterrato su siti terzi legati a Walmart, in primis Kamugo, Bestspr, Ymtq e Judy, con prezzi che sfioravano i 300 dollari.
La sentenza della potrebbe dunque avere un impatto significativo sulla lotta ai dupes. Se Louis Vuitton dovesse vincere la causa, i marchi del lusso avrebbero certamente uno strumento più efficace per contrastare le cosiddette copie economiche dei loro iconici articoli.



