Inizio del 2025 col segno più per l’export di orologi svizzeri che, secondo i dati della Federazione dell’industria orologiera svizzera (Fh), nel primo mese dell’anno è stato pari a 2 miliardi di franchi svizzeri (circa 2,1 miliardi di euro), in aumento del 4,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Andamento positivo grazie soprattutto alla forte domanda negli Stati Uniti (+16,2%) e in Giappone (+26,2%), che ha compensato una flessione ancora pronunciata in Cina (-29,1%) e ad Hong Kong (-11,7%).
Dopo le oscillazioni registrate tra settembre e dicembre 2024 (in flessione del 5,4%), il polo orologiero svizzero ritorna così sul versante degli aumenti delle esportazioni. Come anticipato, nel primo mese del 2025 a far da traino sono stati ancora una volta soprattutto Stati Uniti e Giappone. Di contro ci sono stati nuovamente forti cali per Hong Kong e Cina. In Europa, invece, nel mese di gennaio le esportazioni dei segnatempo hanno mostrato dinamiche contrastanti: sono infatti aumentate del 3,2% nel Regno Unito per un totale di 112 milioni, ma in Germania sono rimaste stabili registrando una flessione dello 0,7% per 92 milioni. Anche la Francia ha subito un calo del 3,7% a 89 milioni seguita dall’Italia che, per un totale di 68 milioni, ha registrato un calo del 9,8 per cento.
Per quel che riguarda la tipologia di prodotti esportati, a gennaio è stata ancora una volta la fascia dei segnatempo di lusso a guidare le danze, tendenza confermata anche dall’ultimo rapporto di Morgan Stanley in collaborazione con LuxeConsult. Nello specifico, gli orologi dell’alto di gamma con prezzo sopra i 3mila franchi hanno registrato un incremento in valore dell’export pari al 7 per cento. La gamma medio-alta, con prezzo tra 500 e 3.000 franchi, ha registrato invece una flessione dell’8 per cento. Infine, la gamma media, con prezzo compreso tra i 200 e i 500 franchi, ha registrato un -6%, seguita dal segmento di base, con prezzo sotto i 200 franchi, che ha archiviato il mese in fase stazionaria, registrando un +0,7 cento.



