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Kering chiude un anno “difficile” con ricavi a -12%. Gucci a -23% ma “siamo fiduciosi”

Di Milena Bello
11 Feb 2025
Kering chiude un anno “difficile” con ricavi a -12%. Gucci a -23% ma “siamo fiduciosi”

Gucci primavera/estate 2025 (Launchmethrics/Spotlight)

Kering archivia un anno definito “difficile” con calo a doppia cifra dei ricavi (-12% a tassi correnti e costanti a quota 17,2 miliardi di euro)  in linea con le attese degli analisti e una ancora maggiore flessione sul fronte della marginalità. L’ebit è stato pari a 2,6 miliardi, per un’incidenza sulle vendite pari al 14,9%, in calo del 46% mentre l’utile netto si è ulteriormente assottigliato con un -62% a 1,133 miliardi di euro.

Anche il quarto trimestre del 2024, che per alcuni player del lusso ha segnato un recupero delle vendite spinti dalle festività natalizie, è stato caratterizzato dal segno meno (-12% a 4,4 miliardi di euro). Di fronte ai risultati annuali, François-Henri Pinault, presidente e CEO del gruppo d’Oltralpe ha tuttavia segnalato un timido ottimismo: “In un anno difficile, abbiamo accelerato la trasformazione di diverse nostre case e ci siamo mossi con determinazione per rafforzare la salute e l’appetibilità dei nostri marchi a lungo termine”, prendendo decisioni definite “importanti” per il gruppo e per Gucci in particolare. “Siamo fiduciosi – ha aggiunto – di aver portato Kering a un punto di stabilizzazione, dal quale riprenderemo gradualmente la nostra crescita traiettoria”.

Entrando nel dettaglio dei dati, le vendite dirette (incluso e-commerce) hanno registrato un calo del 13% “a causa di un minor traffico nei negozi e condizioni di mercato avverse”, specifica la nota mentre il wholesale ha subito una flessione più contenuta, pari al 9%, “alla luce di una distribuzione sempre più esclusiva”.

A pesare sui risultati, come previsto dal mercato, la performance di Gucci, che ha appena annunciato il divorzio dal direttore creativo Sabato De Sarno. Per il marchio ammiraglio del gruppo il calo dei ricavi si è attestato sul 23% (21% a cambi comparabili) con un turnover che si è quindi fermato a 7,6 miliardi, una performance leggermente superiore alle attese degli analisti di Barclays. Le vendite della rete retail a gestione diretta, che rappresentano il 91% del totale, sono diminuite del 21% su base comparabile. I ricavi wholesale sono scesi del 28% su base comparabile. Nel quarto trimestre i ricavi di Gucci sono diminuiti del 24% su base comparabile. La performance delle nuove linee di pelletteria, così come delle collezioni iconiche del marchio, tra cui la borsa Jackie e le sue nuove interpretazioni, “è altamente incoraggiante”, segnala il gruppo. Nel corso della conference call è stato indicato che le vendite retail hanno mostrato segnali incoraggianti in America del Nord e nella regione Apac.

Nel corso della call con gli analisti, inoltre, la deputy CEO di Kering, Francesca Bellettini, ha sottolineato che sottolineando  il brand punterà a “mettere assieme abilità nella moda e tradizione, stile timeless e creatività, che saranno al 50% e 50%”. La manager ha spiegato che il brand si à rafforzato grazie allo stilista Sabato De Sarno. Jean–Marc Duplaix, deputy CEO e chief operating officer del gruppo, ha sottolineato che Gucci è il brand che dà il maggiore apporto al business di Kering. “Cercheremo di proteggere i margini”, ha dichiarato, spiegando che verrà fatto un lavoro sulle scorte.

In negativo anche i risultati di Saint Laurent con vendite a 2,9 miliardi di euro (-9% a tassi correnti e a tassi comparabili) e un quarto trimestre a -8% (770 milioni di euro). In positivo, invece, Bottega Veneta e Kering Eyewear. Per il marchio italiano, che lo scorso dicembre ha annunciato l’arrivo di Louise Trotter alla direzione creativa, in sostituzione di Matthieu Blazy, approdato da Chanel, i ricavi sono cresciuti del 4% a tassi correnti (+6% a tassi costanti) per un turnover di 1,7 miliardi con un Q4 che ha segnato uno sprint importante a +11% a tassi correnti (480 milioni di euro).

Le vendite 2024 di Kering Eyewear, che nel 2024 ha celebrato il suo decimo anniversario, hanno raggiunto 1,6 miliardi di euro, in crescita del 5% a tassi correnti (+6% a tassi comparabili). Nel quarto trimestre, le vendite sono state pari a 326 milioni di euro, in crescita del 7% a tassi comparabili, trainate da tutte le aree geografiche e dai principali brand in portafoglio. Il risultato operativo corrente dell’anno ha raggiunto 277 milioni, per un’incidenza sulle vendite del 17 per cento.

Le performance sono state trainate dal forte slancio di Gucci, Maui Jim, Cartier e Saint Laurent. La crescita a perimetro costante è stata solida nei principali mercati, in particolare in Europa e nella regione Asia-Pacifico. Le catene locali e le “three Os” (Ottici, Optometristi e Oculisti) rappresentano il principale canale di vendita dei marchi gestiti da Kering Eyewear (circa il 50% delle vendite totali sia nel 2024 che nel 2023). I ricavi provenienti da questi canali hanno registrato ancora una volta una crescita robusta.

Nel 2024 gli altri marchi del colosso francese hanno raggiunto vendite per 3,2 miliardi di euro (-8% a tassi correnti e -7% a tassi comparabili). “I prodotti in pelle di Balenciaga hanno continuato a essere ben accolti, mentre le vendite di Alexander McQueen hanno risentito della transizione attualmente in corso. Brioni ha registrato una crescita a doppia cifra. Le maison di gioielleria hanno continuato a crescere, con una performance particolarmente positiva per Boucheron“, spiega la nota. Infine, Kering Beauté ha realizzato un fatturato di 323 milioni di euro, grazie anche al consolidamento di Creed, “che ha contribuito in modo significativo al risultato operativo”.

Il flusso di cassa è stato di 1,4 miliardi di euro nel 2024. Escludendo le transazioni immobiliari, ammonta a 3,6 miliardi di euro, in aumento del 7% rispetto al 2023.

Il titolo ha aperto la seduta sulla borsa di Parigi con un rialzo di oltre quattro punti percentuali per poi attestarsi su un incremento dell’1,3 per cento.

In un’ottica di lungo periodo Kering potrebbe effettuare nuove acquisizioni, ma dopo aver ridotto il debito. “Guardiamo a business simili ai nostri con alto potenziale”, è stato indicato nel corso della conference call con gli analisti. In un’ottica di breve periodo il gruppo è concentrato sull’integrazione delle divisioni Eyewear e Beauté, nelle quali sono state di recente fatte acquisizioni. Potrebbe inoltre guardare alle opportunità strategiche nella supply chain, mentre nel mirino rimane il rafforzamento in Valentino con l’opzione di salire al 100% del capitale sociale entro il 2028.

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