Chiusura dell’anno e quarto trimestre entrambi col segno meno per Gismoni 1754. Il gruppo genovese di alta gioielleria ha infatti concluso il fiscal year con un fatturato pari a 12 milioni di euro, in calo del 14% rispetto ai 14 milioni di euro ottenuti l’anno precedente. In particolare, l’azienda ha terminato il Q4 con un fatturato pari a 2,37 milioni di euro, in calo del 37% rispetto ai 3,76 milioni di euro ottenuti negli ultimi tre mesi del 2023.
Il calo è imputabile principalmente a una contrazione delle vendite dei canali wholesale Usa, Europa e special sales, fa sapere Gismondi 1754 nella nota. Hanno presentato una performance positiva il negozio di Portofino – che registra un incremento superiore al 100% -, e il negozio di St. Moritz che, malgrado la flessione del 5% nel quarto trimestre, riporta un incremento del 15% su base annua, indicando un segnale positivo di aumento dell’affluenza di turismo dell’alto di gamma e vendite verso altri paesi emergenti, tra cui il Giappone.
Nello specifico, da un’analisi dei dati complessivi di fatturato per canale di vendita, emerge un’incidenza del canale wholesale pari al 43% delle vendite. Il canale retail evidenzia un incremento dell’incidenza sulle vendite, passando dal 21% alla fine di dicembre 2023, al 25% registrato al 31 dicembre 2024. Il franchising presenta invece un’incidenza sulle vendite pari al 7% alla fine del fiscal year che, pur registrando una lieve flessione rispetto all’incidenza del 10% al 31 dicembre 2023, mantiene comunque un buon livello di vendite a Praga pari a oltre 897mila euro.
Analizzando i ricavi per aree geografiche, cresce il fatturato dell’area Italia e altri paesi, che, al termine dell’esercizio fiscale, rappresentano congiuntamente il 69% dei ricavi complessivi, rispetto al 33% dello stesso periodo nel 2023, mentre si riduce del 10% l’incidenza del fatturato dell’area Usa. Non si rilevano considerevoli variazioni riguardo l’incidenza sul fatturato degli altri Paesi.
“Nonostante il calo del fatturato registrato nel quarto trimestre, affrontiamo questa fase con serenità e fiducia. Questo risultato riflette le dinamiche tipiche della nostra nicchia di mercato, caratterizzata da gioielli di alta gamma, tailor-made e artigianalità esclusiva”, ha commentato in una nota Massimo Gismondi, CEO di Gismondi 1754. “Tuttavia, è importante sottolineare che il nostro calo è inferiore rispetto alla media del settore all’interno del quale ci collochiamo, un dato che conferma la solidità del nostro posizionamento. Abbiamo inoltre intrapreso un percorso di razionalizzazione dei costi, convinti che porterà benefici concreti già a partire dal 2025. Siamo cautamente positivi per il futuro anche grazie alle nuove collaborazioni nei Paesi del Far East, che rappresentano per noi un’importante opportunità di crescita”.



