Museum, storico brand canadese attivo dal 1986, è pronto a scrivere un nuovo capitolo della sua storia. Sotto la guida di Alessio Badia, la label riparte (anche) dalla 107esima edizione di Pitti Uomo, con un piano ben chiaro. “Quando abbiamo acquisito il marchio due anni e mezzo fa, io e il mio socio abbiamo deciso di fermarci temporaneamente con le collezioni per valorizzare il brand prima di rilanciarlo,” racconta Badia, confermando l’entusiasmo raccolto per il ritorno nella manifestazione. “Presentandoci al Pitti Uomo, tutti sono stati felici di rivederci. Non c’è stato nessuno che abbia espresso dubbi sul nostro rilancio.”
La strategia del ‘nuovo’ Museum punta a posizionarsi nella fascia premium, con prezzi che vanno dai 500 ai 1.200 euro, e un focus su materiali ricercati. “Non vogliamo essere un brand mass market, ma un marchio di qualità, con un giusto prezzo,” sottolinea il manager. E guardando ai numeri, il rilancio ha già raccolto i primi frutti: nel 2023 la label ha registrato un fatturato di circa 3,5 milioni di euro, chiudendo invece il 2024 a quota 5 milioni con un ebitda del 26 per cento. Un risultato raggiunto grazie a investimenti autofinanziati (partendo da un investimento iniziale di circa 3 milioni) e a una forte presenza nei mercati esteri, che rappresentano l’80% delle vendite. “Nord Europa, Regno Unito e Russia ci stanno dando grandi soddisfazioni. Ora siamo pronti ad aprire agli Stati Uniti, dove firmeremo un contratto con un distributore a Miami”.
L’obiettivo a lungo termine è ambizioso: “Puntiamo a raggiungere un fatturato di 20 milioni di euro in cinque anni. Siamo una start-up, ma con un marchio storico alle spalle”. E rispettandone la vision, il rilancio di Museum è accompagnato da “un salto di qualità molto importante” anche sul prodotto: “Abbiamo coinvolto Marco Guedovato, uno stilista emergente che sta facendo un lavoro eccezionale,” spiega Badia.
La nuova collezione combina tecniche innovative e materiali sostenibili, come piuma riciclata, lane biellesi e cotoni spalmati, ispirandosi all’heritage anni ’80 del marchio. Museum non si limita ai capispalla: la nuova linea include anche maglieria, mantenendo un equilibrio tra tradizione e innovazione. “Il nostro prodotto è trasversale e punta anche alla Generazione Z, grazie anche alla collaborazione con svariati influencer e ambassador.”
Attualmente la label è presente in circa 575 punti vendita in tutto il mondo. “Abbiamo distributori in ogni Paese, e in Italia lavoriamo con 14 agenti”. La presenza sul mercato italiano, pur rappresentando il 20% delle vendite, è in fase di espansione, con l’obiettivo di riconquistare un pubblico locale attraverso il posizionamento premium. “Non vogliamo crescere a tutti i costi, ma fare i passi giusti, proteggendo il valore del marchio”.


