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Prada mette gli occhi su Versace? Per gli analisti un “matrimonio che non s’ha da fare”

Di Sara Rezk
10 Gen 2025
Prada mette gli occhi su Versace? Per gli analisti un “matrimonio che non s’ha da fare”

Da sinistra, un look Versace primavera-estate 2025 (ph. Spotlight/Launchmethrics), a destra Miuccia Prada

Si intensificano i rumors sulla cessione di Versace da parte di Capri Holdings. E ora sembra che il gruppo sia vicino a vendere il marchio della Medusa. A mettere gli occhi sul dossier, secondo quanto riportato questa mattina da Il Sole 24 ore, ci sarebbe il gruppo Prada di Patrizio Bertelli e Miuccia Prada, guidato dal CEO Andrea Guerra. Secondo indiscrezioni, l’operazione sarebbe al vaglio insieme alla banca d’affari americana Citi.

I rumors sulla possibile vendita di Versace da parte di Capri Holdings, che l’aveva acquisita nel 2018 per 1,83 miliardi di euro, si sono fatti insistenti dopo la sentenza da parte dell’Antitrus statunitese che ha bloccato la fusione con Tapestry, recriminando alle due società di dar luogo ad “un’operazione di monopolio nel mercato del lusso accessibile” che avrebbe condotto “all’eliminazione della concorrenza diretta tra i sei marchi guadagnando una quota dominante nella moda e negli accessori con il potere di aumentare ingiustamente i prezzi per i consumatori”. È a quel punto che il gruppo statunitense guidato John Idol avrebbe deciso di puntare tutto su Michael Kors, brand fondato dall’omonimo stilista e che aveva dato il nome al gruppo, all’epoca della sua fondazione (Michael Kors Holdings Limited fino al 2019), dismettendo dal suo portafoglio sia Versace che Jimmy Choo.

Dopo iniziali voci su un interesse da parte di Exor, holding della famiglia Agnelli guidata da John Elkann, e del colosso francese del lusso Kering, che non hanno tuttavia trovato seguito, si darebbe per probabile l’interesse di acquisizione da parte Prada, nell’ottica della creazione di un polo del lusso italiano.

Gli esperti, tuttavia, sono dubbiosi sulla concretezza dell’operazione e sui vantaggi che questa porterebbe al gruppo milanese. Secondo gli analisti di Equita, infatti: “Prada ha una solida posizione finanziaria, circa 450 milioni di cassa attesi a fine 2024, e un portafoglio di quattro marchi, Prada, Miu Miu, Church’s, Car Shoe. Viene talvolta indicata come interessata ad ulteriori acquisizioni, ma in realtà il management appare concentrato sulla crescita organica, con ancora importanti opportunità di estrarre maggiormente il forte  potenziale di Prada e Miu Miu. Inoltre, se da un lato pensiamo che, con la propria competenza nella pelletteria, Prada possa sviluppare maggiormente gli accessori Versace, marchio storicamente di couture e ready to wear, dall’altro vediamo l’operazione come un turnaround impegnativo. Riteniamo dunque un reale interesse di Prada per Versace poco probabile”. 

La maison della Medusa è infatti un marchio che, senza dubbio, nell’ultimo biennio ha mostrato segni di difficoltà in termini finanziari. Nell full year 2023 terminato a marzo del 2024 la casa di moda realizzava un fatturato di un miliardo di euro con un utile operativo di appena 25 milioni di euro. Nel Q2 2025 riportava invece un calo del fatturato del 28% e una perdita operativa di tre milioni di euro con circa 236 negozi. La ristrutturazione dovrebbe perciò avvenire anche in termini di stile per dare un nuovo boost alle vendite. Questo sarebbe un punto al quale la maison starebbe lavorando con l’ingresso, che a quanto risulta a Pambianconews sarebbe confermato, di Dario Vitale (ex Miu Miu) al timone creativo di Versace, e il conseguente addio di Donatella Versace, prossima alla scadenza del contratto con Capri Holdings.

Non sarebbero termini sufficienti per Prada, forte delle crescite di Miu Miu e alla buona resilienza di Prada con margini sopra la media e una maggiore crescita degli utili attesa anche nel 2025, neanche per Luca Solca, Sector Head – Global Luxury Goods di Bernstein, che ha spiegato a Pambianconews i punti che non favorirebbero una concreta possibilità che l’operazione avvenga: “C’è una potenziale complementarietà tra Versace, massimalista e Prada, minimalista. Ma ci sono anche alcune questioni sfavorevoli. Il track record di Prada nell’M&A è stato in passato pessimo (Helmut Lang, Jil Sander). Rimane il rischio che il management si possa distrarre dal core business, ed infine, Versace è da ripulire (outlet, wholesale) e reinventare quindi da valutare, anche rispetto al prezzo che Prada dovesse pagare”.

Seppure né Versace né Prada abbiano finora rilasciato commenti in merito alle indiscrezioni di stampa che stanno circolando, nell’ultima conference call per i nove mesi del gruppo Prada divulgati a fine ottobre 2024, Patrizio Bertelli aveva rilasciato un commento che sembra in linea con la sfiducia degli analisti nell’operazione: “Operiamo in un contesto di settore sfidante, per tutta la filiera. Nonostante questo, continuiamo a vedere opportunità di sviluppo per i nostri marchi, e manteniamo il nostro impegno sul fronte degli investimenti retail, in tecnologia e in ambito industriale, a supporto della crescita sostenibile e di lungo termine del nostro gruppo e dei nostri partner”.

 

 

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