Al via domani, 11 gennaio, la 102esima edizione di Expo Riva Schuh & Gardabags, con oltre mille espositori da circa 40 Paesi che, fino a martedì 14 gennaio, animeranno Riva del Garda. Attesi oltre 100 hosted buyer da 32 Paesi selezionati dalla fiera che, per la prima volta, visiteranno la manifestazione tra cui anche retailer che rappresentano oltre 2.600 punti vendita presenti all’appuntamento fieristico dedicato, ormai da oltre 50 anni, alla calzatura di volume, pelletteria e accessorio.
La kermesse, che punta i riflettori sulle proposte autunno/inverno 2025-26, apre le danze della stagione fieristica del fashion, con un vantaggio sui tempi che diventa competitivo: “Trattandosi di una fiera di riferimento mondiale per il settore e la prima della stagione – ha raccontato a Pambianconews Alessandra Albarelli, direttrice generale di Riva del Garda Fierecongressi – è anche quella in cui si misurano un po’ le tendenze. Perciò è l’evento che nessuno vuole perdere, perché fornisce un’anteprima delle collezioni che le aziende presenteranno e dei piani dei retailer per l’anno a venire”.
Un vantaggio, racconta ancora Albarelli, rappresentato anche dalla dimensione più raccolta della fiera rispetto alle altre del comparto (si pensi alla milanese Micam, ndr) e che “permette agli operatori del settore, espositori e visitatori, di incontrarsi e fare networking in un contesto che incoraggia il business anche al di fuori dei confini dell’evento in sé”. A differenziare Expo Riva Schuh anche il posizionamento delle calzatura rappresentata, ovvero quella di volume, che popola la maggior parte dei rivenditori e che raggiunge quindi un bacino di consumatori molto ampio.
Sullo sfondo resta uno scenario indubbiamente complesso, per la calzatura e più in generale per il retail e il sistema moda, che ha avuto della ripercussioni su tutto lo scacchiere: “L’impatto di questo momento di stagnazione, che è partito già con alcuni segnali negli anni scorsi soprattutto dalla Germania, l’abbiamo visto nella Francia, dove hanno chiuso parecchie catene di retailers. In generale – prosegue la direttrice – percepiamo anche le conseguenze delle crisi geopolitiche, da quella russo-ucraina al Middle East, che hanno inevitabilmente un po’ ristretto l’area che noi consideravamo il bacino del consumo europeo, che è quello su cui la nostra fiera si basa e per il quale vengono espositori da tutto il mondo”.
La risposta della fiera è stato l’impegno verso una sempre maggiore internazionalizzazione, con un ampliamento del raggio d’azione “non soltanto al mercato europeo ma anche, come ci chiedono gli operatori, agli Stati Uniti e ai mercati emergenti, come l’Africa, oltre naturalmente alla presenza della Cina”, ha spiegato ancora Albarelli.
Saranno oltre 50mila i metri quadrati di superficie dedicati alla manifestazione, quest’anno oggetto di “un ampliamento e una riqualificazione degli spazi”, e che ospiteranno anche il futuro appuntamento della fiera, già annunciato per i giorni tra il 14 e il 17 giugno.



