Il Natale è alle porte e gli ultimi giorni prima delle festività si preannunciano, come di consueto, quelli in cui lo shopping per la corsa ai regali e alle spese personali sono i più dinamici. Ma quest’anno, complici l’aumento dell’inflazione e l’incremento dei prezzi, la previsione è di una contrazione decisa del budget. Il settore moda e accessori non risulta il traino degli acquisti, e seppure si prevedano acquisti nell’abbigliamento, si prediligerà il fast fashion, che grazie a una minore spesa consentirà di destinare una parte del budget a settori di interesse come il beauty e il tech.
Secondo l’analisi Italy Holiday Shopping Outlook di Bain & Company, che coinvolge oltre mille consumatori italiani per esplorare le tendenze di spesa per il periodo natalizio, infatti, le spese sono in calo e lo scontrino medio stimato per gli acquisti pre festivi si attesta a 207 euro, in flessione rispetto ai 228 dello scorso anno. Il 36% degli italiani ha previsto infatti di ridurre il budget per i regali rispetto al 2023, mentre solo il 13% dichiara di voler aumentare la spesa. Solo le fasce di reddito più elevate dichiarano di spendere in media 504 euro , quasi quattro volte la spesa media di chi ha redditi più bassi (150 euro). Millennials e Boomers si confermano le generazioni con i budget più alti, mentre GenZ e Gen X risultano le più propense a tagliare i costi (rispettivamente il 41% e il 36%).
Luigi Do, partner di Bain & Company Italia, ha commentato: “Quest’anno i consumatori italiani mostrano una maggiore prudenza nella gestione del budget natalizio, influenzati dall’incertezza economica e dall’aumento del costo della vita. Tuttavia, il Natale resta un momento importante: gli italiani si orientano verso acquisti più
mirati, sfruttando anche occasioni di acquisto anticipate come il Black Friday per ottimizzare le spese”.
La tendenza è confermata anche dall’Osservatorio di Confimprese, che nel dettaglio offre una panoramica dei consumi sul comparto moda. Il presidente dell’Associazione, Mario Resca, ha infatti spiegato a Pambianconews: “L’abbigliamento non sta performando bene e a dicembre registra una flessione del -3,5%, in linea con gli andamenti di novembre (-2,6%). I consumatori privilegiano il fast fashion anche per i costi ridotti. Ci aspettiamo un fine anno senza botti. Continua l’ondata positiva dell’online, è un canale su cui i consumatori continuano ad acquistare. In termini merceologici, meglio cosmetica e profumi e la tecnologia”.
I consumi di fine anno nel settore moda e lusso confermano una tendenza destinata a proseguire anche nel 2025 che, come dichiarato da Deutsche Bank, proseguirà nell’incertezza almeno per il primo semestre, prima di assistere ad una lieve ripresa nella seconda metà dell’anno, che tuttavia non andrebbe oltre il 4 per cento. Erika Andreetta, Partner Pwc, aggiunge tuttavia: “Non ci sono i presupposti macroeconomici per sperare in una ripresa nel corso del 2025, e l’andamento dei consumi lo conferma. Attendiamo il 2026 per rintracciare segnali di eventuale risalita”.



