Alibaba Group si mette in guardia da uno scenario sempre più competitivo tra i player cinesi di beni a basso costo, e svela il suo piano per battere la concorrenza. La multinazionale cinese con sede ad Hangzhou ha dato vita alla sua prima piattaforma di e-commerce nazionale e internazionale che riunisce in un’unica unità aziendale i gruppi Taobao e Tmall e l’Alibaba International Digital Commerce Group (Aidc), cui fa capo anche Aliexpress. Lo riporta l’azienda stessa in un documento depositato alla Borsa di Hong Kong giovedì scorso e diffuso da Reuters. L’Alibaba E-commerce Business Group, così si chiamerà l’unità, sarà guidato da Jiang Fan, dirigente di Aidc sotto la supervisione del CEO di Alibaba, Eddie Wu.
“L’e-commerce in Cina e in tutto il mondo sta entrando in una nuova era, e le capacità della catena di approvvigionamento globale, di esecuzione e di servizi rapidi ai consumatori determineranno il futuro scenario. Le piattaforme di e-commerce di Alibaba sono state messe sotto pressione sia in Cina che all’estero da nuovi player aggressivi, come la piattaforma cinese Pinduoduo, il sito internazionale Temu, Douyin e TikTok di ByteDance, che guadagnano quote di mercato vendendo beni a basso costi”, ha affermato Wu nel messaggio riportato da Reuters.
A fronte di questo, ad aprile scorso, il cofondatore di Alibaba Jack Ma aveva fatto il punto sui lavori di “ristrutturazione” da mettere in atto, riconoscendo gli errori del passato in una comunicazione ai dipendenti. Tali sforzi hanno avuto riscontro immediato, con la divisione internazionale che è cresciuta rapidamente tanto che nei risultati del secondo trimestre 2024 conclusosi a settembre, Aidc ha registrato una crescita del 29%. Il gruppo ha registrato nel complesso un giro d’affari di 236,50 miliardi di yuan (31 miliardi di euro) nel periodo, leggermente sotto la stima gli analisti che prevedevano un turnover di 240miliardi di yuan, secondo i dati di Lseg. Il gruppo ha spiegato la performance asserendo che “il difficile contesto economico attuale dei consumatori cinesi ha messo sotto pressione tutti i rivenditori e le piattaforme di e-commerce, anche se negli ultimi trimestri Alibaba sembra aver recuperato bene la sua quota di mercato”.
Dopo che, lo scorso 24 settembre, il Governo cinese ha cominciato a mettere sul tavolo una serie di misure di sostegno e stimolo all’economia, con il chiaro obiettivo di raggiungere una crescita del 5%, quest’anno i Singles Day, il più grande evento di shopping in Cina, ha superato le aspettative degli analisti. Alibaba non ha reso noti i dati di vendita dell’evento, durato quasi un mese, ma ha dichiarato che le vendite sono cresciute in modo robusto e che c’è stato un numero record di acquirenti.
In questi stessi giorni, il competitor Temu controllato da PDD, ha condiviso un bilancio trimestrale deludente con un conseguente messaggio scoraggiante da parte dei suoi dirigenti, che insieme agli analisti, prevedono un deciso rallentamento della crescita. Questo è verosimilmente riconducibile a una strategia sleale della multinazionale, che dapprima ha messo a segno una rapida ascesa sia nel mercato domestico che all’estero grazie a una una concorrenza sempre più agguerrita e a prezzi sempre più bassi a discapito di trasparenza e qualità e che oggi paga le conseguenze di una progressiva sfiducia da parte del consumatore e degli attacchi di alcuni Stati. L’Unione Europea, ad esempio, ha aperto un’indagine nei confronti della piattaforma per determinare se l’azienda stia facendo abbastanza per contrastare la vendita di prodotti illegali alimentando, come si crede, il mercato dei ‘falsi’. L’UE ha dichiarato di sospettare che l’azienda violi la nuova legge sui servizi digitali, volta a combattere i contenuti illegali e la disinformazione online. Inoltre, negli Stati Uniti, la nuova amministrazione di Trump potrebbe usare i dazi doganali come strumento politico, disturbando potenzialmente il commercio transfrontaliero da cui dipende Temu.



