Rhuigi Villaseñor cerca un nuovo goal. Il designer, founder di Rhude e mente creativa dietro Rho by Zara, è stato appena nominato chief brand officer di Como 1907, club di Serie A con sede nell’omonimo comune di cui lo stilista detiene anche una quota di minoranza. La nomina si posa perfettamente con il momento positivo che sta vivendo la squadra di calcio, tornata con il campionato in corso a giocare dopo ben 21 anni nella massima divisione del campionato italiano e che grazie all’apparizione, sui propri spalti, di star come gli attori Kate Beckinsale, Andrew Garfield e Hugh Grant (quest’ultimo diventano presto un meme per il suo tifo accanito), sta catturando l’attenzione dei media internazionali.
Secondo quanto si legge su Wwd, Villaseñor avrebbe intenzione di abbracciare nel futuro della squadra un approccio sempre più lifestyle, trasformando, già come si intuiva da alcuni capi apparsi nella collezione primavera/estate 2025 di Rhude (non a caso andata in scena a Cernobbio nei giardini di Villa d’Este) il club in un marchio che guarda al fashion e all’ospitalità – ‘terreni di gioco’ in cui le principali squadre stanno già sperimentando attraverso collaborazioni con i brand del lusso, terze maglie che diventano a tutti gli effetti fashion item, drop esclusivi ed esperienze dedicate ai loro clienti vip. Un aspetto non scontato per il seguito e l’immagine della squadra, attualmente 13esima in campionato, che grazie alle esclusive location della sua città potrebbe attirare a sé sempre un maggior nome di celebrity e, perché no, stelle del calcio.

Nel dettaglio, il designer di origine filippina e americana (ex direttore creativo di Bally e recentemente accusato di aver utilizzato i fondi della sua azienda in modo inappropriato) avrà con il nuovo ruolo il compito di creare collezioni per la squadra e supervisionare il merchandising. La nomina di Villaseñor al Como 1907 arriva dopo che lo stilista ha ricoperto un ruolo molto simile con la squadra professionistica di hockey su ghiaccio Arizona Coyotes dal 2022 al 2023.
“Gli italiani non vorrebbero che lo dicessi, ma (il lago di Como) è molto più americano di quanto gli italiani si rendano conto, perché è diventato una sorta di centro nevralgico per l’Italia”, confida Villaseñor alla testata americana. “Quando si guarda all’Italia, le persone hanno i loro luoghi di destinazione, ma penso che Como possa diventare come una Los Angeles, e che qualcuno di Los Angeles che sa come costruire marchi possa usare questo come un modo per catapultare il ‘volume’ di Como. Per me è una scelta ovvia. Rispetto i comaschi, ma mi piace approcciarmi – odio dirlo – come un turista che arriva e si appoggia all’ovvio e costruisce marchi di lifestyle intorno ad esso”.



