I multibrand italiani di lusso continuano ad investire nel canale digitale. Secondo lo studio condotto da Compass e Deloitte, ‘The new way of luxury: rivoluzione digitale e nuovi scenari di consumo’, tra i fattori abilitanti per la crescita delle boutique multibrand sono emersi l’approccio omnicanale e l’utilizzo di soluzioni innovative di pagamento. In particolare, il 75% dei principali negozi multilabel per fatturato annuo dedica oltre il 10% del proprio giro d’affari totale a investimenti nel digitale, offrendo esperienze di acquisto integrate tra mondo fisico e online. Rilevante l’apporto alle vendite del buy now-pay later (Bnpl), formula di dilazione dei pagamenti, che in un caso su tre aumenta il valore dello scontrino. Ma lo scenario attuale è tutto in salita per i retailer multibrand italiani ed internazionali. E il sentiment di incertezza emerso nel corso del primo convegno internazionale di Camera Buyer, ‘Re-Retail: tecnologia, mercato e consumatori nel mondo del fashion retail’, è diametralmente opposto nei confronti dell’apparato e-commerce, con una spinta al ritorno al prodotto e alla vendita fisica al consumatore.
Nella sala ‘Belvedere’, al 39esimo piano di Palazzo Lombardia, i principali protagonisti del settore moda hanno tratteggiato il quadro del fashion retail di oggi. Nello specifico, è stato ampiamente discusso il tema relativo ai multibrand, appunto, e alla loro condizione di crisi, toccando tematiche inerenti alla riduzione delle marginalità (“che da 2,7 sono scese addirittura a 1,9 con conseguenti perdite sul fatturato”, riferisce nel suo intervento Roberta Benaglia, CEO e founding partner di Style Capital), al recente orientamento di alcuni brand del lusso di puntare esclusivamente sulle loro reti di vendita dirette, alla situazione con la Cina – fino a poco tempo fa un partner economico fondamentale e che ora ha chiuso alcuni sbocchi di mercato – e, infine, all’e-commerce che, con le piattaforme online straniere, costringe il settore a una competizione feroce sugli sconti.
Per l’occasione è stata presentata per la prima volta ‘Camera fashion retailers’, l’iniziativa di internazionalizzazione di Camera Buyer grazie a un panel dedicato, con la partecipazione dei principali player del settore. “Lo stato d’animo non è dei migliori per quanto riguarda il retail”, ha esordito Giuseppe Angiolini, CEO del multibrand Sugar, ma in tutta risposta Luis Sans, CEO di Sant’Eulalia con sede a Barcellona, ha dichiarato al pubblico quello che poi è diventato lo slogan di tutto il convegno, adottato anche dagli altri partecipanti: ‘Back to basics’. Con questo ‘urlo di battaglia’, il manager spagnolo ha infatti voluto sottolineare l’esigenza di un ritorno al consumatore e al prodotto, con un conseguente allontanamento dall’apparato online. “Bisogna trovare nuovi modi ‘cool’ di fare comunicazione e un’immagine più coerente”, sono state le parole a supporto nel videomessaggio di Claudio Antonioli, CEO dell’omonimo multibrand. Insomma, che la si voglia chiamare “Hospitality”, come l’ha denominata Bob Mitchell, Co-CEO di Mitchells in collegamento da Atlanta, o experience, oppure immersione multisensoriale, il fil rouge che ha caratterizzato il momento di discussione è stato rappresentato dalla consapevolezza dei retailers di voler ridare concretezza alle proprie modalità di vendita e strategia, department stores annessi, come ha dichiarato Selvane Mohandas, CEO di Iads (International Association of Department store).
Organizzato in collaborazione con Regione Lombardia e alla presenza di alcune rappresentanze istituzionali – quali Attilio Fontana, presidente di Regione Lombardia, l’onorevole Alberto Luigi Gusmeroli, presidente della Commissione attività produttive della Camera dei deputati e Barbara Mazzali, assessore alla moda della Regione Lombardia -, il convegno è stato organizzato dalla presidente di Camera Buyer Maura Basili e da tutto il direttivo dell’associazione, con l’obiettivo di discutere le nuove tendenze dei consumatori e gli scenari di un mercato globale in rapida evoluzione.
“Un momento così complesso forse non l’ho mai vissuto. Non è che non si siano già vissuti momenti di crisi, ma ritengo che questo sia veramente un momento di cambiamento da parte del consumatore finale. Cioè, io credo che dopo il covid si sia entrati un po’ nella consapevolezza di volersi occupare un po’ più di sé stessi, del proprio benessere”, commenta a Pambianconews la presidente di Camera Buyer Maura Basili. “E forse la moda, che è sempre stata protagonista nelle famiglie, nelle case di tutti, oggi lo è un po’ meno. Quindi c’è un consumatore molto più consapevole”. E proprio sul sostrato sociologico di questa riflessione si è basato l’intervento di Gilles Lipovetsky, chevalier de l’Ordre national de la Légion d’honneur e sociologo e filosofo francese, che ha guidato il pubblico in un affondo analitico sulla metamorfosi degli stili di vita e di abitudine dei consumatori, delle mode e dei valori nella società contemporanea, sottolineando il feticismo attuale nei confronti dei brand e sostenendo la necessità di tornare a una democratizzazione del lusso. “Dobbiamo, secondo me, appoggiarci un po’ di più alla cultura – continua la presidente Basili. Io ritengo che proprio perché il digitale è il protagonista, si debba sapere e avere consapevolezza che quello che si va a comunicare siano messaggi di cultura e non di superficialità, come spesso succede. E quindi, ancora di più, ben venga il digitale se la divulgazione ha delle basi solide e concrete”.
L’evoluzione del lusso è stato uno dei temi cardine del programma attraverso le testimonianze di Carlo Capasa, presidente di Cnmi, di Roberta Benaglia e di Antonio De Matteis, CEO di Kiton e presidente di Pitti Immagine il quale, molto dettagliatamente, ha fornito una fotografia del settore moda e retail attuale citando l’involuzione del mercato cinese e russo, fino a poco tempo fa partner economici fondamentali. “I clienti russi un tempo ci facevano raddoppiare il fatturato – ha dichiarato De Matteis -, e i mall in Cina erano sempre pieni”, oggi, conseguentemente alla condizione geopolitica attuale, sono cambiati completamente gli equilibri del lusso. Nuove tecnologie e opportunità di sviluppo sono stati infine gli argomenti affrontati negli interventi di esperti quali Stefania Valenti, managing director dell’Istituto Marangoni, Attila Kiss, CEO del Gruppo Florence, Nicola de Cesare, senior director e-commerce & international markets di HeyLight e Paolo Gianturco, senior partner di Deloitte.
“Questo convegno – afferma la presidente Maura Basili in una nota – segna una tappa importante per Camera Buyer Italia dopo quasi 25 anni dalla sua costituzione, un punto di svolta della visione progettuale relativa al fashion retail multibrand. Vogliamo sottolineare la volontà di essere protagonisti della ripresa collaborando con le istituzioni, perché le nostre aziende rappresentano il tessuto vivo delle città, le luci più brillanti dei nostri centri storici e le vetrine del nostro made in Italy”.



