Lvmh chiude i primi nove mesi dell’anno con un giro d’affari pari a 60,7 miliardi di euro, in calo del 2% a cambi correnti (reported) e stabile a cambi costanti (organic) rispetto allo stesso periodo del 2023. Nel solo terzo trimestre il gruppo ha visto una flessione del 3% a cambi costanti arrivando a ricavi per 19 miliardi di euro, al di sotto delle stime di 20 mld di Visible Alpha, piattaforma di data analytics di supporto agli investitori. Il calo ha trascinato al ribasso le contrattazioni del titolo del gigante del lusso: in apertura di seduta le azioni di Lvmh sono scese di oltre il 7% per poi arginare la flessione intorno ai quattro punti percentuali in mattinata. La performance del colosso luxury sulla borsa di Parigi ha trascinato al ribasso le azioni di tutto il comparto moda, colpito da una nuova ondata di vendite sulla scia dei timori per il settore che soffre della debolezza dello shopping cinese. “Lvmh delude di misura le aspettative pubblicando i conti del terzo trimestre. I dati confermano l’idea che il gruppo stia risentendo di problemi propri in un contesto di mercato difficile”, ha commenta Luca Solca, analista di Bernstein.
Europa e Stati Uniti, si legge nella nota diramata dal leader mondiale del lusso, hanno registrato una leggera crescita su base consolidata e valute costanti. Il Giappone ha continuato a registrare una crescita dei ricavi a due cifre segnalando però un rallentamento del trend, dovuta essenzialmente al rafforzamento dello yen; il resto dell’Asia ha riflesso la crescita della spesa da parte dei clienti cinesi nel Vecchio Continente e Giappone. Nel terzo trimestre, il leggero calo dei ricavi è derivato principalmente dalla minore crescita registrata nel Paese del Sol Levante, essenzialmente dovuta allo yen più forte.
Nei primi nove mesi il segmento Fashion & Leather Goods cala del 3%, -1% a cambi costanti, e scende al di sotto dei 30 miliardi di euro (29,9 miliardi). Nel solo Q3 la sezione ha registrato vendite per 9,1 miliardi riportando un calo del 5% a cambi costanti, nettamente al di sotto della previsione di Visible Alpha di un aumento dell’1 per cento. Secondo quanto riportato da Reuters, si tratta del primo calo per l’azienda in questa divisione dal 2020.
Sia Louis Vuitton che Christian Dior hanno goduto di grande visibilità durante le recenti Olimpiadi e Paralimpiadi parigine. Inoltre bauli su misura, realizzati a mano nei suoi storici laboratori di Asnières, hanno ospitato i trofei Louis Vuitton Cup e della 37° America’s Cup di Barcellona, così come le torce e le medaglie dei Giochi Olimpici e Paralimpici. Christian Dior ha mantenuto il suo slancio creativo, fondendo tradizione e modernità, come si vede nella sua nuova linea ‘Miss Dior’. I nuovi modelli ‘My Dior’ con le iconiche cuciture cannage di Dior hanno celebrato e reinterpretato l’artigianato tradizionale della gioielleria. Loro Piana, Loewe e Rimowa hanno confermato il loro solido slancio. Il gruppo ha accolto due nuovi direttori creativi: Michael Rider presso Celine e Sarah Burton da Givenchy.
La sezione Perfumes & Cosmetics ha fatturato 6,1 miliardi di euro, in crescita del 2% mentre Watches & Jewelry ha visto una flessione del 5% nei primi nove mesi. Pochi giorni fa Lvmh ha annunciato la partnership globale decennale con la Formula 1 che coinvolgerà diverse maison tra cui Tag Heuer, Louis Vuitton e Moët Hennessy. Wine & Spirits continua a decrescere (-11%) mentre il segmento Selective Retailing guadagna un punto percentuale attestandosi a 12,5 miliardi.
“In un contesto economico e geopolitico incerto – dichiara Lvmh – il gruppo rimane fiducioso e manterrà una strategia focalizzata sul continuo miglioramento della desiderabilità dei suoi marchi, attingendo all’autenticità e alla qualità dei suoi prodotti, all’eccellenza nella distribuzione e all’organizzazione agile. Lvmh attingerà ai suoi potenti marchi e al talento dei suoi team per rafforzare nuovamente la sua posizione di leadership globale nei beni di lusso nel 2024”.
Nel corso della conference call il direttore finanziario Jacques Guiony ha affermato che “la fiducia dei consumatori cinesi è crollata ai minimi storici dell’era del Covid-19” e ha aggiunto di non “avere idea di quale potrebbe essere l’effetto del pacchetto di stimoli sui consumi interni della Cina”, precisando però che l’azienda continua a credere nel futuro del mercato. Parlando in particolare della divisione moda, il manager ha dichiarato che “ha registrato un leggero miglioramento con europei e americani, ma una performance peggiore con cinesi e giapponesi”. La moda e la pelletteria rappresentano quasi la metà dei ricavi di Lvmh. Come ha aggiunto Reuters, in Asia, escluso il Giappone, in cui il mercato cinese rappresenta una quota dominante (nel 2023, secondo l’analisi di Bloomberg riportata da Il Sole 24 Ore, l’area ha assorbito il 26,7% degli 86,2 miliardi di ricavi), il calo delle vendite è peggiorato, attestandosi al 16%, rispetto al calo del 14% registrato nel trimestre precedente. In Giappone, Lvmh ha affermato che la crescita ha subito un brusco rallentamento, attestandosi al 20% rispetto al balzo del 57% del trimestre precedente, a causa del rafforzamento dello yen. Relativamente alla Golden Week, uno dei principali termometri di spesa del mercato cinese, durante la conference call è emerso che è stata “come previsto”, quindi, sottolineano gli analisti di Barclays, “è probabile che le tendenze nel quarto trimestre rimangano impegnative”.



