La liason tra Gabriele Colangelo e la Ville Lumiere è destinata a durare. Da quattro stagioni lo stilista italiano preferisce esporre le proprie collezioni durante la fashion week parigina: “Una decisione presa dopo l’evoluzione del format da sfilata a presentazione milanese ma, dopo due stagioni, ho deciso di spostarmi a Parigi per infondere al brand maggiore internazionalità”, spiega Colangelo, incontrato da Pambianconews in un appartamento nel primo arrondissement, circondato dagli abiti della primavera/estate 2025.
Nato nel 2008, il marchio 100% made in Italy ha sempre strizzato l’occhio alla couture, “oggi pur mantenendo il suo afflato artistico è più indossabile. La mia idea è quella di trasferire la couture, molto preponderante nelle prime collezioni, in un linguaggio più diluito”, dichiara Colangelo che, oltre al timone stilistico del proprio marchio, è da dieci anni anche direttore creativo di Giada.

“Il problema di Milano è che per le presentazioni il numero di giorni non è idoneo alla quantità di eventi. La fashion week a Parigi dura nove giorni, inoltre il calendario è unico, comprende sia sfilate che presentazioni e sono molto selettivi”, afferma lo stilista, presente nella schedule ufficiale redatta dalla Fédération de la Haute Couture et de la Mode.
Colangelo riflette anche sulle difficoltà a cui un marchio indipendente deve andare incontro: “In Cina c’è più attenzione verso brand di nicchia perché c’è chi preferisce indossare capi esclusivi, non visti dappertutto. In Europa è un atteggiamento meno frequente. Mi piacerebbe avere maggiore visibilità ma spesso per i brand piccoli come il mio, con budget pubblicitari limitati, è difficile. È un peccato vista la cura e la passione con cui realizziamo le collezioni”.
Sebbene “di nicchia”, Gabriele Colangelo sta aumentando considerevolmente le proprie vendite, come conferma il brand manager Blacker Li. Il 2023 si è chiuso con un fatturato di oltre tre milioni di euro, il triplo rispetto all’esercizio precedente, e il 2024 va verso il superamento dei quattro milioni grazie al successo che la label riscuote in Cina e Giappone, oltre alla distribuzione in Europa e Stati Uniti. In Italia conta otto distributori ed è prevista un’espansione in Nord Europa e Russia. “Attualmente Gabriele Colangelo è presente in oltre 35 doors tra boutique e department store, a cui si aggiunge l’e-commerce. Il 1° settembre è stato inaugurato il primo store monomarca a Shanghai che ha già prodotto oltre 100mila euro di vendite, entro il secondo trimestre 2025 apriremo il secondo negozio, stavolta a Los Angeles, sperando di approdare anche a Milano, Londra e Parigi”, conclude Li.
La collezione primavera/estate 2023 conferma il talento di Colangelo nel lavorare la nappa, tagliata in fasce millimetriche e ricucite meticolosamente una dopo l’altra per essere annodate dando vita a gonne, bomber e abiti bustier. Le creazioni vanno osservate a 360° perché spesso le lavorazioni poste sul retro bilanciano la linearità delle superfici anteriori. Cut-out e aperture mostrano il corpo, soprattutto sulla schiena, aumentando con eleganza il tasso di sensualità, senza mai eccedere, come nel cappotto di lana mohair mélange o nella gonna in pelle plongè. La lana tecnica viene tagliata al laser rivelando l’intelaiatura dei vestiti creando drappeggi inaspettati e sofisticati. La palette di colori rispecchia la passione per le nuance naturali dello stilista che non segue le tendenze di stazione ma preferisce proporre il proprio lessico estetico.



