“Il settore moda è in rallentamento preoccupante negli ultimi mesi”. Lo ha dichiarato Matteo Zoppas, il presidente di Ice Agenzia, a margine dell’inaugurazione di ieri a Rho Fieramilano dei saloni della moda Micam, Lineapelle, Mipel, Fashion&Jewels, The One e Simac Tanning Tech. Malgrado i dati relativi alle registrazioni alla manifestazione siano incoraggianti, Zoppas ha fatto presente che: “È necessario alzare le antenne e capire quali sono le strategie per limitare le negatività di questo periodo”, e ha poi aggiunto, “nei prossimi mesi è previsto un incontro di emergenza con il Ministro dello sviluppo economico Adolfo Urso che avverrà con tutte le rappresentanze di categoria per capire quali sono le azioni che si possono mettere in campo”.
Una preoccupazione che trova conferme anche nei dati poco incoraggianti della filiera pelle del primo semestre 2024. Non è solo il fatturato a calare ma il rallentamento interessa anche l’export, che finora era stato la nota positiva in un momento di complessità del comparto. Se il 2023 era stato infatti archiviato con un fatturato che si assestava a 32,8 miliardi di euro, in calo del 0,7% rispetto all’anno precedente, nella prima metà dell’anno in corso le esportazioni per le diecimila aziende rappresentate da Confindustria Accessori Moda – che include i settori calzaturiero, pelletteria, pellicceria e concia –hanno segnato un -8,2%, complice anche la situazione geopolitica globale, il calo dei consumi in mercati chiave e i costi della logistica in aumento per via del conflitto in Medio Oriente.
Nel dettaglio della ripartizione geografica, in Europa, la Francia rappresenta il Paese principale per l’export e segna un timido +0,5%, mentre in aumento risultano in crescita i flussi verso Spagna (+15,1%) e Polonia (+6,6%). In calo invece la Germania (3,9%), ma soprattutto la Svizzera che prosegue con un’ulteriore regressione del 65,3%, che ha detta di Annarita Pilotti, presidente di Confindustria Accessori Moda sarebbe “espressione del perdurare di alcune scelte logistiche dei brand, i quali hanno sostituito le triangolazioni nei depositi elvetici a favore di spedizioni dirette verso i mercati finali di destinazione”, fattore del quale secondo Pilotti “beneficiano la Cina (+1,7%) e il Giappone (+9,6%)”. A più di due anni dall’inizio del conflitto russo-ucraino, i due mercati mostrano un andamento divergente: dopo il rimbalzo di entrambi nel 2023, la Russia rallenta nuovamente nella prima parte del 2024 (-18,5%, collocandosi al 16° posto tra i mercati di sbocco); prosegue invece il recupero in Ucraina (+25,8%, al 48°).



