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Bally diventa americana: passa alla società di private equity Regent per fare fronte alla crisi

Di Redazione
27 Ago 2024
Bally diventa americana: passa alla società di private equity Regent per fare fronte alla crisi

Bally F/W 2024 (ph. Launchmetrics/Spotlight)

Bally cambia proprietario. Il luxury brand svizzero è passato nelle mani della società d’investimento californiana Regent Lp dal conglomerato tedesco Jab Holding. Il valore dell’operazione non è stato reso pubblico.

“Bally – ha dichiarato Michael Reinstein, fondatore e presidente di Regent, a margine dell’operazione – è uno dei più grandi marchi di lusso tradizionali al mondo. La sua eredità, costruita su oltre 170 anni di design senza tempo e qualità senza pari, è una testimonianza di raffinata eleganza svizzera e di un impegno incrollabile per l’artigianato. Siamo onorati di essere stati incaricati di dare forma al prossimo capitolo di questa straordinaria storia”.

Aggiunge Joachim Creus, managing partner, vice chairman e CEO di Jab Holding, nel comunicato congiunto: “Dal nostro primo investimento in Bally, il marchio ha subito una significativa evoluzione operativa e creativa. Oggi, gode di un riconoscimento globale e la sua ultima direzione creativa è stata celebrata in tutto il mondo. È stato un privilegio possedere questo marchio storico e ne osserveremo il futuro con grande interesse”.

L’acquisizione arriva in risposta a un momento di crisi per il brand elvetico, che da tempo navigava in cattive acque. Già nel 2018 Jab Holding considerava di cedere il brand alla società di investimento cinese Shandong Ruyi, senza che però l’accordo si concretizzasse. Stando a fonti anonime interne all’azienda, Bally sfiorerebbe i 100 milioni di franchi (circa 105 milioni di euro) di debito, con un turnover annuo di circa 200 milioni. Palpabile, dunque, il rischio della liquidazione, scongiurato dall’ingresso di Regent, che non sembra però avere del tutto rassicurato i dipendenti dell’azienda.

Secondo la Radiotelevisione Svizzera (Rsi), al momento la preoccupazione agiterebbe la forza lavoro dell’azienda, in attesa di garanzie e prospettive chiare da parte del fondo statunitense in merito alla forma che manterrà Bally nel nuovo assetto proprietario. Tanto più se si considera che, sottolinea l’emittente nazionale, l’operazione sarebbe stata una vera è propria corsa all’acquirente, a causa della situazione finanziaria così complessa. Una vendita, insomma, dettata dalla necessità e non una vera e propria scelta.

Jab Holding – si legge su Rsi che riporta il commento di un dipendente dell’azienda il cui nome non è stato rivelato – ha deciso di vendere perché non poteva più sostenere la continua richiesta di soldi. Senza iniezioni di denaro si bloccava completamente la macchina aziendale e non si riusciva più a pagare i fornitori”. A complicare il quadro, agli occhi dei dipendenti poco trasparente, ci sarebbe anche il fatto che Regent sarebbe specializzato nella ‘trasformazione’ dei marchi che entrino nella propria orbita.

Il portfolio di Regent comprendeva già media company come Federal Times e marchi quali Club Monaco, Escada e La Senza. Bally, fondata nel 1851 e con sede a Caslano (TI), si inserisce al suo interno con circa 1.400 dipendenti in tutto e il mondo e un repertorio che comprende scarpe, borse, accessori e prêt-à-porter. A partire dalla primavera/estate 2024 alla guida dello stile c’è Simone Bellotti, nominato a maggio 2023 direttore creativo della maison.

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