Il calzaturificio Moreschi è fallito. Con la sentenza pronunciata giovedì scorso, il Tribunale di Pavia ha decretato l’entrata in liquidazione giudiziale dell’azienda in seguito alle istanze presentate da sedici tra fornitori e dipendenti. L’esame dello stato passivo arriverà davanti al giudice delegato il prossimo 4 dicembre.
La sentenza sottolinea come “l’imprenditore insolvente non sia più in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni, tanto più che anche la prospettiva di recupero di un ingente credito che gli avrebbe permesso di estinguere la propria esposizione debitoria – riferita nell’udienza del giugno 2024 – appare allo stato sfumata”.
L’epilogo sembrava essere prevedibile dacché nel luglio 2020 le quote di maggioranza di Moreschi erano passate dalla famiglia fondatrice alla società finanziaria svizzera Hurleys, di cui è legale rappresentante Guido Scalfi, la quale aveva avviato una procedura di licenziamento per gli ultimi 59 dipendenti dello stabilimento (ai tempi d’oro l’azienda ne contava circa 200, ndr), spostando di fatto la produzione altrove. La città di Vigevano, che negli anni era stata fiorente capitale per la produzione di calzature di alta qualità, è stata infatti da subito depennata dalle campagne pubblicitarie volute dalla nuova proprietà, nell’ottica di un rebranding e del lancio di una nuova strategia, e Moreschi è stato associato alla città di Milano.
“Il fallimento è stato la conseguenza dei decreti ingiuntivi presentati da fornitori e dipendenti ai quali l’azienda non ha mai fatto fronte”, commenta Michele Fucci, della Filctem Cgil di Pavia, che da tempo lamenta “la mancanza, da parte della nuova gestione, di un piano industriale concreto e di nuove strategie volte allo sviluppo e al rilancio dell’azienda e del marchio”. L’azienda, contatta da Pambianconews, non ha rilasciato commenti.



