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Gelata di Nike in Borsa: il taglio dell’outlook 2025 posticipa i tempi del rilancio

Di Davide Fogato
28 Giu 2024
Gelata di Nike in Borsa: il taglio dell’outlook 2025 posticipa i tempi del rilancio

Ph: Nike.com

Per Wall Street il rilancio di Nike sarà ancora lungo. All’uscita dei dati relativi al quarto trimestre, le azioni del player statunitense hanno registrato in Borsa un crollo di oltre dodici punti percentuali. A causare il tonfo del valore azionario sono stati i mancati obiettivi negli ultimi tre mesi dell’anno fiscale 2023-24, in calo del 2% a quota 12,6 miliardi di dollari (circa 11,7 miliardi di euro al cambio attuale) rispetto al Q4 dello scorso anno (e rispetto alle previsioni di 12,84) , e soprattuto la revisione a ribasso dell’outlook per il 2025 (che già aveva creato scetticismo dopo i dati relativi al Q3, ndr), comunicato nel corso della conference call da Matthew Friend, executive vice president e chief financial officer del gruppo.

Per il prossimo anno infatti il colosso dello sportswear si aspetta un calo percentuale a una sola cifra sulle entrate annuali. Mentre gli analisti, secondo i dati Lseg e secondo quanto riportato da Reuters, si aspettavano un aumento delle vendite dello 0,91 per cento. “Stiamo ricavando un migliore equilibrio in tutto il nostro portfolio. Anche se siamo incoraggiati dai nostri progressi, i risultati del quarto trimestre hanno evidenziato le sfide che ci hanno portato a rivedere l’outlook per il 2025 – ha commentato in una nota Friend -. Stiamo intraprendendo azioni per riposizionare Nike al fine di essere più competitivi e per promuovere una crescita sostenibile e redditizia a lungo termine.”

Rispetto ai dati comunicati, Nike ha archiviato i 12 mesi (terminati il 31 maggio 2024) con ricavi pari a 51,4 miliardi di dollari (circa 48 miliardi di euro al cambio corrente), in crescita dell’1% sui 51,2 miliardi raggiunti lo scorso anno. Un timido incremento che non è certamente bastato a rassicurare la Borsa, anche in vista delle sfide del 2025. Il titolo del gruppo, che finora è sceso del 13% quest’anno, sarebbe infatti destinato – riporta l’agenzia di stampa – a perdere più di 15 miliardi di dollari di valore di mercato se le perdite si manterranno anche nella giornata di oggi. In mattina le azioni sono ulteriormente scese con una flessione di oltre il 14 per cento.

A pesare principalmente sulla performance del gigante dello sport è stato in particolare il terzo quarter: le vendite dirette hanno subito un calo del 8% con ricavi pari a 5,1 miliardi. Le vendite wholesale hanno però registrato un balzo del 5% a quota 7,1 miliardi. Un dato importante per il gruppo, se considerato che nel 2020 aveva deciso di abbandonare molto dei suoi rivenditori (come Macy’s e Foot Locker), ora confermati dopo un generale dietrofront che ha anche recentemente portato (per una strategia Dtc poco chiara) alcuni azionisti a intentare una causa contro l’azienda. Per il trimestre in corso, riporta la stampa estera, Nike prevede infine un calo delle vendite del 10% a causa del rallentamento del mercato cinese e del calo della domanda dei consumatori in tutto il mondo. A gravare infine sulla performance di Nike è stato anche Converse, le cui vendite sono scese del 18% a quota 480 milioni a causa del mercato nord americano ed europeo. Il brand Nike ha invece visto calare le proprie vendite dell’1% con un turnover di 12,1 miliardi.

Rispetto alla redditività, Il margine lordo è aumentato di 110 punti base al 44,7% nel quarto trimestre, principalmente a causa di azioni strategiche sui prezzi, minori tariffe di trasporto marittimo e costi logistici e minor magazzinaggio. L’utile netto del quarto trimestre si è attestato invece a 1,5 miliardi di dollari, in crescita del 45 per cento.

La svolta in cui spera fortemente Nike, che nel frattempo ha comunicato il taglio di 740 posti di lavoro nell’headquarter di Beaverton (nell’ambito di un taglio annunciato del 2% della sua forza lavoro globale), sono però le imminenti Olimpiadi. A Parigi 2024 il gruppo a stelle e strisce ha infatti fatto arrivare 400 media, creator , partner di mercato e investitori. E, anche se Nike non ha voluto condividere cifre specifiche, prevede di spendere di più per queste Olimpiadi che per quelle passate. Nel dettaglio, il brand ha riunito 40 atleti, tra cui la tennista Serena Williams, la velocista Sha’Carri Richardson e il maratoneta Eliud Kipchoge, al Palais Brongniart di Parigi per il debutto delle uniformi olimpiche del marchio e ha presentato 13 sneaker generate dall’intelligenza artificiale, create insieme ad atleti tra cui il calciatore Kylian Mbappé. L’obiettivo è quello di dimostrare al mondo “la potenza di Nike”, ha recentemente dichiarato Heidi O’Neill, presidente del settore consumer, product and brand di Nike.

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