“La famiglia Germanetti, tramite una loro società, rileva il 48% delle quote della stilista Chiara Boni e il 2% delle quote di Boris Collardi, prendendo così il controllo totale di Chiara Boni La Petite Robe”. Con questa breve nota è stato reso noto stamattina il nuovo assetto societario della label italiana
Dopo il fatturato 2022 a quota 25 milioni di euro, in crescita del 65% rispetto al turnover precedente, il 2023 si è chiuso con una flessione dovuta alla normalizzazione rispetto all’euforia post-Covid, totalizzando circa 20 milioni. Maurizio Germanetti, da oltre dieci anni al timone amministrativo del brand, ha dichiarato a Pambianconews che per il 2024 prevede invece una crescita del 12-13 per cento.
Il manager ha inoltre comunicato che Chiara Boni non sarà più la direttrice creativa del marchio, le redini stilistiche sono attualmente affidate al team interno in attesa della nomina di un nuovo direttore creativo, attesa tra pochi giorni.
“Abbiamo realizzato un business plan ambizioso che prevedere il raddoppio del fatturato in tre anni lavorando su Paesi dove non siamo presenti e aprendo boutique monomarca sia diretti che in franchising e con variazioni di prodotto adeguate a ciascun Paese”, ha spiegato Germanetti. Attualmente il marchio conta due boutique monobrand, a Milano e Roma.
Dopo aver allestito per molti anni le proprie sfilate a New York lo scorso settembre e a febbraio Chiara Boni La Petite Robe ha sfilato a Milano. “Non sappiamo se saremo presenti alla prossima edizione di Milano Moda Donna o torneremo a New York, stiamo valutando” ha concluso il neo-proprietario della maison. Gli Stati Uniti rappresentano storicamente il primo mercato per la label.



