Chanel vince in tribunale contro What Goes Around Comes Around (Wgaca). Dopo un processo durato quasi un mese, i giudici si sono pronunciati a favore della maison della doppia C, che ha accusato il rivenditore di lusso second hand per vendita di prodotti contraffatti, falsa affiliazione e concorrenza sleale nonché pubblicità ingannevole.
“Tali violazioni – ha commentato un portavoce della maison dopo il verdetto – danneggiano i consumatori e danneggiano la buona volontà e il nostro marchio, perché rischiano di confondere il pubblico sulla natura degli articoli a marchio Chanel che stanno acquistando”. Dal canto suo, Wgac mantiene la propria posizione e nega gli illeciti di cui è stato accusato: “Siamo incredibilmente delusi dal verdetto di oggi. Tuttavia, il caso non è chiuso. La corte deve ancora ascoltare le mozioni post-verdetto”, ha detto il CEO e co-fondatore Seth Weisser.
Chanel aveva inizialmente intentato causa contro il rivenditore nel 2018 per poi andare a processo solo lo scorso 9 gennaio, accusando Wgaca di vendere borse e articoli Chanel contraffatti, oltre che di avere manifestato un’affiliazione fittizia con il brand tramite materiale pubblicitario e di marketing.
Con ogni probabilità, osserva Vogue Business, la sentenza avrà delle implicazioni sui processi di verifica e autenticazione dei reseller di lusso, rendendone più oneroso il funzionamento. Resta da chiarire, ad ogni modo, il rischio inevitabile che un rivenditore di second hand si trovi a vendere a sua insaputa beni contraffatti e non autorizzati.
Il contenzioso non è ancora giunto al proprio esito definitivo, tra la conta dei danni arrecati alla maison e le repliche da parte di Wgaca.



