L’ufficio stile di Gucci si sposterà ufficialmente a Milano. La decisione, che vede la divisione della maison di punta di Kering lasciare la Capitale probabilmente seguendo il nuovo direttore creativo Sabato De Sarno, non ha incontrato il favore dei dipendenti, che ieri hanno incrociato le braccia sotto la sede dell’azienda, in largo Ottavio Tassoni, contro il trasferimento che vedrà 153 dei 219 lavoratori spostarsi nel capoluogo lombardo entro il prossimo marzo. I rimanenti 66 dovrebbero restare a Roma.
La sede regionale della Cgil ha affermato, riporta Reuters, che la decisione della fashion house non sarebbe “supportata da ragioni oggettive”, rendendo difficile non pensare che il vero obiettivo sia, invece, quello di tagliare il personale. Un portavoce di Gucci ha però negato la tesi sostenuta dal sindacato all’agenzia di stampa britannica.
“Con il trasferimento a Milano – si legge ancora su Reuters – il direttore creativo e i diversi team coinvolti avranno l’opportunità di collaborare strettamente con le funzioni strategiche dell’azienda già basate in città, massimizzando così le interazioni e le sinergie necessarie”.
L’azienda ha inoltre specificato che “al fine agevolare quanto più possibile il trasferimento di tutti i dipendenti coinvolti, ha previsto una serie di misure sia economiche che di fattivo supporto, particolarmente di miglior favore rispetto a quanto previsto dal contratto collettivo nazionale”.
La mossa di Gucci, riporta invece la pagina romana de Il Corriere, era stata già comunicata ai sindacati e ai dipendenti a ottobre, che avevano indetto un primo sciopero il 17 novembre. A essere coinvolte sono entrambe le sedi romane dell’ufficio stile, in via del Banco di Santo Spirito e a via del Corso su Piazza Venezia, cuore pulsante della creatività della label. La sezione sartoriale, assicura la maison, resterà a Roma. Dietro il trasferimento, ci sarebbe una volontà di accentramento delle attività creative del brand in via Mecenate, all’interno del Gucci Hub, che già accoglie in 35 mila metri quadrati le funzioni corporate, gli showroom, lo spazio per le sfilate, le attività grafiche e lo studio fotografico.
Dopo la dipartita del direttore creativo Alessandro Michele nel 2022 e il conseguente ingresso di Sabato De Sarno, Kering ha rivoluzionato il top management del suo marchio ammiraglio, cercando di risvegliarne lo slancio sul fronte delle vendite.



