La fine della bolla speculativa del secondo polso porta i prezzi dei modelli usati di Rolex e Patek Philippe ai minimi da circa due anni. Stando a quanto riferito da Bloomberg, infatti, il mese scorso i prezzi degli orologi delle due maison svizzere sono scesi ulteriormente, allontanandosi dai record del 2022. Come noto, a determinare il fenomeno ci sono l’impennata dei tassi di interesse, a causa dell’inflazione, e una maggiore immissione sul mercato di orologi nuovi. “I dati compilati da Bloomberg e dalla piattaforma britannica di trading Subdial – si legge sull’agenzia di stampa – mostrano che l’indice del marchio Rolex è sceso dell’1,5% il mese scorso ed è ora in calo del 27% rispetto al picco di mercato di aprile 2022. L’indice dei prezzi dei segnatempo Patek Philippe è invece in sceso del 2,3% in ottobre, ed è ora in flessione del 47% sempre rispetto ad aprile dello scorso anno”.
A sua volta, l’indice Bloomberg Subdial Watch, che tiene traccia dei 50 orologi più scambiati in termini di valore sul mercato resale, è sceso dell’1,8% in ottobre, il livello più basso dal 2021. L’indice evidenzia un -42% da aprile 2022. Inoltre, il numero di orologi usati sul secondary market è aumentato del 5% dall’estate, aggiunge la piattaforma. “Con più orologi disponibili e con un ventaglio più ampio di valutazioni, ciò che stiamo vedendo è che le persone abbassano i prezzi per alimentare le vendite in vista della holiday season”, ha dichiarato Christy Davis, co-founder di Subdial. Dato “il ritrovato discernimento dei collezionisti” – riflette Bloomberg – le scorte di orologi usati potrebbero richiedere più tempo per essere smaltite. I dati confermano così le prospettive di normalizzazione del marcato diffuse negli scorsi mesi dagli esperti di settore.



