Miroglio Group chiude il 2022 con un fatturato consolidato di 500 milioni di euro, in crescita del 20,4% rispetto ai 415 milioni del 2021. “Siamo tornati alla profittabilità con un margine operativo lordo che è salito a 29 milioni, superando di molto i 5 milioni del 2019 pre-Covid – commenta in una nota Alberto Racca, CEO dell’azienda piemontese – Raccogliamo i primi risultati di un lavoro che ci ha portato a razionalizzare parte dei business, investire su quelli più promettenti e semplificare l’organizzazione valorizzando le persone di potenziale”. Per il prossimo esercizio l’AD prevede di raggiungere un fatturato di 550 milioni di euro con mol superiore ai 30 milioni di euro.
Miroglio Fashion, che include i brand Elena Mirò, Fiorella Rubino, Oltre, Motivi, Diana Gallesi e Luisa Viola, contribuisce in gran parte al turnover del gruppo realizzando ricavi per 450 milioni di euro, comprendendo anche i marchi della joint venture JV Aymi nata nel 2008, quando Miroglio ha rilevato il 50% del gruppo turco Ayaydin, che produce e distribuisce i marchi Ipekyol, Machka e Twist.
“Per il 2023 – continua il manager – continueremo a lavorare su clienti, prodotto e crescita inorganica. Puntiamo su un rapporto con le clienti che combini un ingaggio sempre più stretto, soprattutto per le clienti fan, con una continua segmentazione dinamica per poter offrire ad ogni cliente ciò che desidera sul loro canale preferito, nel momento ed al prezzo giusto. Stiamo investendo su una gamma di prodotto entry level distintivo ma accessibile per andare incontro al ridotto potere d’acquisto delle clienti. Infine puntiamo sull’incremento della quota export. Alla base ci saranno ancora gli investimenti sulle persone: lavoriamo sull’upskilling digitale della forza vendita e sul lancio del Graduate Program per attrarre i migliori talenti neolaureati, i nostri futuri manager”.



