Non ci sono segni di una frenata cinese nel 2022 di Hermès, che anzi inquadra l’anno appena concluso come “eccezionale” e batte le attese del mercato nell’ultimo trimestre. Nei dodici mesi il colosso di rue du Faubourg Saint-Honoré ha registrato ricavi per oltre 11,6 miliardi di euro, in aumento del 29% (+23% a cambi costanti) e un profitto da operazioni ricorrenti di circa 4,7 miliardi (contro i 3,5 miliardi di un anno fa), salito al 40,5% delle vendite. L’utile netto di Hermès sfiora i 3,4 miliardi di euro, con un balzo del 38 per cento. Nel solo Q4 il dato del turnover segna un +26% sull anno precedente: i 2,99 miliardi riportati superano i 2,81 miliardi attesi dal consensus FactSet.
Alla base di questi risultati l’executive chairman della maison, Axel Dumas, fissa l’elevata qualità artigianale di una produzione “altamente integrata” e il traino del mercati internazionali. Del resto, l’Asia (Giappine escluso) evidenzia un +22% con perfomance di vendita “sostenute” anche in Cina (la società non ha fornito percentuali sull’andamento nell’Ex Celeste Impero); il giro d’affari nelle Americhe guadagna 32 punti percentuali, mentre Giappone ed Europa (Francia esclusa) crescono, rispettivamente, del 20% e del 18 per cento. Il mercato domestico di Hermès ritrova slancio con un +27%, con un’accelerazione nella parte finale dell’anno, alimentata dagli shopper internazionali ma anche dai clienti francesi. Nel 2022, inoltre, tutte le linee di business confermano il segno più. In evidenza la divisione orologi (+46 per cento).
L’assenza di contraccolpi nei vari mercati differenzia in postivo la performance di Hermès rispetto a quella dei competitor, evidenzindone una maggiore resilienza. Come è noto, i marchi di lusso europei hanno beneficiato di un forte rimbalzo post-pandemia. Buona parte del settore, tuttavia, nel 2022 ha subito un nuovo stop in Cina, la seconda economia mondiale, accusando le nuove fasi di lockdown imposte dalla politica zero-Covid.
Hermès ha dichiarato che proporrà un dividendo di 13 euro per azione alla prossima assemblea generale, il 20 aprile. La società ha creato 4.300 posti di lavoro negli ultimi tre anni, di cui 2.900 in Francia, e prevede ulteriori assunzioni nel 2023. Nella conference call, Dumas ha spiegato che Hermès ha alzato i prezzi dei prodotti dell’8% in Francia e del 7%, in media, a livello globale. “I grandi nomi del lusso come Chanel e Louis Vuitton – ricorda Reuters – hanno aumentato i prezzi negli ultimi anni, mantenendo l’esclusività dei loro marchi, mentre Hermès ha apportato modifiche più lievi”. Ubs stima che Vuitton abbia aumentato i prezzi del 9,6% nel 2020 e del 3,7% nel 2022, rispetto agli aumenti dei prezzi di Hermes dell’1% e del 2,1% negli stessi anni.
Quanto infine all’outlook, “Il gruppo si avvicina al 2023 con fiducia, forte del suo modello di business unico e particolarmente solido”, ha dichiarato il manager Axel Dumas ai giornalisti, ribadendo che il “2022 è stato eccezionale”, nonostante tutte le incertezze e grazie alla attrattività in tutti i Paesi. Le azioni di Hermès hanno guadagnato circa il 20% dall’inizio del 2023. In mattinata l’andamento del titolo risultava sostanzialmente piatto alla Borsa di Parigi.



