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Shopping tax free in ripresa. Trainano Usa e Paesi Arabi, atteso il risveglio cinese

Di Redazione
26 Gen 2023
Shopping tax free in ripresa. Trainano Usa e Paesi Arabi, atteso il risveglio cinese

PH: Unsplash

Lo shopping tax free è ritornato a correre. A fornirne una fotografia è Planet, piattaforma di soluzioni integrate per i pagamenti, che delinea un 2022 trainato dalla crescente domanda proveniente dai Paesi arabi del Golfo e dalla risvegliata Cina. Degno di nota il periodo della holiday season, che ha dato slancio a un dicembre già in rialzo. I livelli pre-Covid, però, sono ancora lontani da raggiungere.

Complessivamente, il 2022 dello shopping tax free si è chiuso con una crescita del 203% sull’anno precedente, ma ancora a -36% sul 2019. Seguendo una parabola di miglioramento crescente, gli acquisti esentasse hanno segnato lo scorso dicembre un gap del 21% rispetto al 2019, il divario più basso dell’anno se si pensa che a gennaio la differenza percentuale si attestava a quota -66 per cento. Sul 2021, l’incremento è stato invece pari all’85 per cento.

Costante il contributo dei turisti statunitensi, che più di tutti gli altri hanno speso in Europa nel corso dell’anno, verosimilmente anche incentivati da un cambio euro-dollaro favorevole. Ma a dicembre, in particolare, si assiste al balzo in avanti dei Paesi arabi, che passano dalla decina alla quarta posizione nella classifica generale dei mercati di origine.

Guardando al corso del 2022, la top ten dei destination market vede l’Italia piazzarsi al secondo posto, preceduta dalla Francia. A seguire, Spagna, Germania e Portogallo.

Si prospettano positive le previsioni per il 2023, in particolare per la fine del primo trimestre. Atteso un aumento dei viaggi, con la riapertura della Cina salutata l’8 gennaio come un ‘turning point’ dai retailer tax free del Vecchio Continente, dopo un regime di restrizioni e una politica zero-Covid durati tre anni che aveva del tutto depotenziato uno dei target trainanti del segmento.

Atteso ancora vitale anche l’apporto dei Paesi del Golfo, che potrebbero approfittare dei periodi di vacanza durante le celebrazioni del Ramadan. Volgendo di nuovo lo sguardo al fronte asiatico, secondo Planet la Cina stava già dando segni di un graduale risveglio, soprattutto nelle battute finali dell’anno, restando però ancora drammaticamente sotto il 90% rispetto al 2019 pre-pandemia.

A beneficiare del suo ritorno sulle scene dello shopping esentasse saranno soprattutto Francia, Germania e Italia, con acquisti equamente bilanciati tra department stores e boutique di lusso. Secondo la società, sulla base dei dati forniti da ForwardKeys, il primo segnale significativo di crescita arriverà tra marzo e aprile, anche se sullo sfondo resta ancora lo spettro delle recrudescenze del Covid e la conseguente politica di monitoraggio da parte delle destination europee.

Sarà, inoltre, necessario del tempo affinché il flusso dall’Ex Celeste Impero riacquisti vigore e torni consistente perché, ricorda il report, già nel 2021 la società di consulenza Oliver Wyman aveva sottolineato come l’Europa occidentale sia solo la quarta destinazione nella wish list dei turisti cinesi, preceduta da Hong Kong, Hainan e Giappone.

Il regime autarchico di questi anni, con il conseguente impulso ritrovato dai marchi locali, il rimpatrio dei consumi e l’imporsi di mete di shopping nazionali (su tutte proprio l’isola offshore Hainan) saranno tendenze difficili da invertire, che potrebbero cambiare a lungo termine i pattern e la mappa del lusso internazionali.

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