Pitti Uomo 103 dà il calcio d’inizio alla stagione del menswear. L’edizione invernale della manifestazione si svolgerà alla Fortezza da Basso di Firenze da oggi fino al 13 gennaio: quattro giorni durante i quali Pitti Uomo ospiterà i protagonisti del menswear internazionale. I brand presenti saranno 789, di cui 311 provengono dall’estero (40% del totale). Tutte le aziende che partecipano alla fiera sono anche presenti nella piattaforma digitale Pitti Connect. Nel percorso espositivo torna la sezione I Go Out che si affianca a Fantastic Classic, Futuro Maschile, Dynamic Attitude, Superstyling e al progetto speciale S|Style. Si aggiungono, inoltre, nuove aree speciali dedicate al design e Pitti Pets, sezione con accessori e prodotti lifestyle pensati per gli animali. La guest designer di Pitti Uomo 103 sarà Martine Rose, protagonista di un evento il 12 gennaio (Cuoio di Toscana produrrà per la stilista londinese una speciale capsule di calzature con la nota suola verde, 100% ecosostenibile, ndr), mentre come designer project è stato scelto il belga Jan-Jan Van Essche, la cui moda fluida sarà in passerella l’11 gennaio.
Il tema scelto da Pitti Immagine per i saloni invernali di questa stagione è Pitti Way, come spiega il Direttore Generale Agostino Poletto: “Pitty Way sottolinea le tante scelte che siamo portati a valutare per uscire dal complicato ingorgo globale. In questo momento non facile, ma anche creativo, innovativo, diverso, i saloni Pitti Immagine saranno una bussola per definire nuove direzioni, ipotizzare percorsi, considerare delle scelte per poi ripartire”.
Il governo italiano e Agenzia Ice sostengono Pitti Uomo e tutte le edizioni dei saloni, mentre Unicredit è main partner.
Dopo un 2021 chiusosi per il menswear italiano in aumento del 15,2%, anche nel corso dell’anno appena terminato la moda uomo si è mantenuta, come del resto la filiera tessile-abbigliamento nel suo complesso, in area positiva. Secondo le stime elaborate dal Centro Studi di Confindustria Moda, sulla base delle indicazioni provenienti dalle indagini campionarie interne nonché sulla base dell’andamento congiunturale del quadro macroeconomico di riferimento, la moda maschile italiana (in un’accezione che comprende la confezione e la maglieria esterna, la camiceria, le cravatte e l’abbigliamento in pelle) è attesa archiviare il 2022 con un fatturato attorno agli 11,3 miliardi di euro, in crescita del 20,5% sull’anno precedente. Il comparto ha così superato i livelli pre-Covid: il turnover del 2019 era pari infatti a 10,1 miliardi di euro. Nel 2022 il segmento uomo è stimato coprire il 18,3% della filiera tessile-moda italiana. Su base annua si prevede un incremento dell’export pari al 26,1%, mentre l’import dovrebbe accelerare la crescita, con un +44,3 per cento. Nel 2022 il saldo della moda maschile dovrebbe attestarsi sui 2,6 miliardi di euro. Da gennaio a settembre scorsi, l’export di menswear ha messo a segno un +26,3% portandosi a quota 6,5 miliardi di euro, mentre l’import ha riportato un +47,9%, per un totale di 5,2 miliardi circa. Nei nove mesi, rispetto ai livelli pre-pandemici, l’export di menswear balza del 17,1 per cento. Tutti i principali mercati hanno superato i corrispondenti livelli del 2019, ad eccezione di Regno Unito e Giappone.



