Dopo essere stato depennato dai recenti Fashion Awards e dopo che The Business of Fashion ha ritirato il premio ‘Global Voices Award 2022’ destinato al Direttore creativo Demna, Balenciaga è stato premiato nei giorni scorsi ai Peta Fashion Award 2022 nella categoria ‘Best Luxury Product’, per il suo Maxi Hooded Wrap Coat. Il marchio in orbita Kering accusato nei giorni scorsi di aver realizzato e diffuso, con la pubblicazione di due campagne (una per la holiday season e una per la collezione con Adidas), materiale pedopornografico. Accuse pesanti che hanno successivamente portato sia alle scuse ufficiali della griffe che, proprio settimana scorsa, a quelle del designer georgiano – entrambe divulgate tramite i propri account Instagram.
Peta, organizzazione no-profit a sostegno dei diritti animali, ha interrotto così una serie di notizie negative per la maison francese e il suo designer, lodevoli in quest’occasione di aver prodotto, in collaborazione con Ephea, un cappotto vegano, la cui pelle è stata realizzata con un micelio di fibre di funghi dalla società di innovazione dei materiali Squim. “Lusso a base vegetale che non danneggia gli animali o l’ambiente? Siamo qui per questo”, si legge sul sito web dell’organizzazione, nel riquadro dedicato al capo della griffe.
A vincere il riconoscimento “Best Vegan Leather’ è stato però il brand Nanushka con la sua pelle esclusivamente vegana Okobor, che incorpora tessuti riciclati in un materiale di alta qualità con l’estetica della pelle di origine animale. Mentre ad aggiudicarsi il ‘Best Vegan Bags’ è stata Frida Rome e il ‘Best Vegan Wool’ è andato a Ecopel, già celebre per la sua pelliccia sintetica.
Tra i premiati anche Burberry, nella categoria ‘Best Luxury Moment’, acclamato per aver annunciato quest’anno che bandirà le pelli di lucertole, serpenti, coccodrilli e altri animali esotici da tutte le sue linee, dopo che aveva già fermato la produzione di pellicce e angora. Proprio per aver vietato la sfilata in passerella di capi in pelliccia, la Copenhagen Fashion Week ha vinto il ‘Best Catwalk Moment’. Un’iniziativa importante che Peta ha definito come “Una vittoria per gli animali di tutto il mondo”.
Il premio ‘Designer of the Year’ è andato a Sarah Regensburger, per aver presentato una collezione completamente vegana durante la scorsa London Fashion Week. Infine, la regista Rebecca Cappelli è stata insignita del premio ‘Changemaker of the Year’ per il suo documentario ‘Slay’, lungometraggio che indaga lo sfruttamento degli animali da parte dell’industria della moda.
Nota di demerito invece per H&M, riconosciuto dall’organizzazione come ‘Villan of the Year’ per non aver rispettato l’impegno green preso precedentemente, quando aveva dichiarato di non voler più vendere capi realizzati con cashmere e mohair ‘convenzionali’, in seguito anche alle indagini – proprio di Peta – che avevano rivelato le crudeltà inflitte alle capre per la realizzazione dei filati.



