Per Coccinelle il 2022 è stato un anno di rinascita. “Il 2020 e il 2021 sono stati anni difficile per il comparto moda e non solo – ha raccontato a Pambianconews Emanuele Mazziotta, direttore generale dell’azienda tricolore controllata dal gruppo coreano E-Land, a cui fa capo insieme a marchi quali Mandarina Duck e Sutor Mantellassi. -. Già nel 2021 noi abbiamo assistito a una ripresa, ma il 2022 è proprio ‘l’anno buono’. Registreremo infatti, alla fine del fiscal year, una crescita del 20% in termini di fatturato sul 2021, con un ebitda molto positivo”.
Un risultato che fa avvicinare l’azienda ai livelli di fatturato del 2019 pre-pandemia, in attesa di un 2023 “da record” in termini di vendite.
Per quanto riguarda la composizione dei mercati presidiati da Coccinelle, nel 2022 l’Italia arriva a pesare il 44% del fatturato complessivo (tra canali diretti e indiretti, wholesale ed e-commerce), spiega ancora Mazziotta, mentre l’Europa pesa un 46 per cento. In crescita anche l’Asia, che attualmente rappresenta l’8% del fatturato.
Guardando alla mappa retail, Coccinelle conta ad oggi 120 punti vendita monobrand, divisi tra full price (prima linea) e outlet, sia gestione diretta sia franchising. Sono invece 1.400 i punti vendita in distribuzione, tra multibrand, department store e simili. Riguardo alle categorie merceologiche abbracciate dall’offerta di Coccinelle, invece, le borse restano il core business incontrastato, rappresentato l’80% del fatturato dell’azienda. In crescita la piccola pelletteria, che vale il 18 per cento. A tal proposito, spiega il manager, anche Coccinelle sta cavalcando il trend delle tracolle, “categoria che sta crescendo addirittura a tripla cifra se consideriamo il pre-pandemia”.
Per quanto concerne i canali di vendita, il wholesale è in rialzo del 22% sull’anno precedente, mentre l’offline monobrand direttamente operato da Coccinelle di oltre il 30%, sempre anno su anno. Sul fronte digitale, il sito diretto pesa l’8% del fatturato complessivo, percentuale che arriva a oltre il 20% se considerata insieme alla distribuzione online presso terzi.
È il cliente il protagonista assoluto della strategia di business targata Coccinelle. “In questi anni – ha raccontato Mazziotta – l’azienda si è evoluta molto ed è diventata estremamente customer-centric. È un percorso che abbiamo intrapreso come mission e visione aziendale. Come? Con ricerche di mercato, focus group, survey, test. A riprova di ciò, si parla di aumenti dei prezzi ma devo dire che invece Coccinelle sta riuscendo a tenerli abbastanza flat. Infatti oggi veniamo riconosciuti come un’azienda molto attenta al ‘value for money’, e diventa un valore stesso di Coccinelle garantire ai clienti il rapporto qualità-prezzo”.
All’orizzonte anche un’ulteriore espansione per il marchio italiano, e una revisione degli store con un imprinting sempre più definito e riconoscibile. “Sicuramente Coccinelle è un’azienda molto solida in Italia e in Europa, che ha come secondo mercato la Germania, con anche la Svizzera e l’Austria e l’Est Europa. Ma guardiamo anche al Far East: la Cina è un mercato importante, tant’è che negli ultimi mesi del 2022 abbiamo aperto due boutique, una a Shanghai e l’altra a Wuhan. Per il 2023 sono in programma anche degli opening in Thailandia e parallelamente un refresh dei nostri monobrand più importanti, per dare al cliente finale una coerenza d’immagine su cui abbiamo lavorato anche a livello di prodotto. In quest’ottica stiamo rivedendo gli store concept per apparire lato prodotto, comunicazione e negozio con un unico tone of voice perché per noi il cliente è appunto al centro della nostra strategia”.
E per quanto riguarda l’ombra della supply chain in crisi e dei rincari, Coccinelle si dice fiduciosa: “Abbiamo lavorato negli anni per rafforzare il nostro team operations, che oggi è estremamente valido e siamo riusciti anche a rispettare le tempistiche di consegna. Questo è stato un punto a nostro favore in questi anni e ancora oggi, con la ricerca attenta dei pellami e partnership con le aziende del nostro polo produttivo, stiamo riuscendo a tenere sotto controllo i prezzi”.
Intanto, si evolve anche la strategia comunicativa del brand, che ha dato il via a un nuovo filone di campagne che vogliono allontanarsi “dai canoni della comunicazione patinata che spesso vediamo nel nostro mondo, lavorando invece su una comunicazione più vicina possibile al nostro cliente”. Una comunicazione più narrativa ed emozionale, dunque, come emerge dal primo episodio (corrispondente alla P/E 2022) e dal secondo (A/I 2022) della ‘brand campaign’ realizzata grazie al supporto della fashion editor Anna Dello Russo e del fotografo Giampaolo Sgura.
Nei piani di Coccinelle anche un’espansione di categoria merceologica. In virtù del successo della piccola pelletteria, tradizionalmente più marginale nella storia del brand, ha spiegato il direttore generale, l’intenzione sembra essere quella di presidiare nuove classi di prodotto, per esempio quella della fashion jewelry, il cui debutto è previsto per l’autunno/inverno 2023. Ma siamo lontani da una trasformazione in un brand ‘lifestyle’: “non nasciamo come tali – ha precisato Mazziotta – ma è bene aprirsi a categorie collaterali che diventino l’accessorio per le nostre borse”.



