Il cinguettio di Twitter inizia ad affievolirsi. Da quando Elon Musk ha acquistato il social network americano non sono pochi gli scetticismi sul futuro andamento dell’uccellino blu. Importanti inserzionisti come General Motors e Dyson hanno già sospeso le campagne pubblicitarie, tra gli utenti serpeggia il timore che il milionario sudafricano possa sovvertire gli equilibri di Twitter. È in gioco la credibilità di una piattaforma che, sebbene lontana dai numeri di Instagram e TikTok, è riuscita a ritagliarsi una nicchia popolata da uno zoccolo duro di aficionado preoccupati per i licenziamenti di massa e la crescente attenzione alla libertà di parola a tutti i costi, annunciata a gran voce da Musk. La moderazione dei contenuti meno restrittiva a cui punta il nuovo proprietario potrebbe rendere Twitter una giungla abitata da fake news e incitamenti alle discriminazioni, habitat ostili a qualsiasi azienda, comprese quelle della moda.
La prima a fare fagotto è stata Balenciaga che ha scelto di lasciare il social network su cui contava circa 950mila follower. Al brand di Kering non è bastata la nuova strategia basata sull’acquisto delle spunte blu per ricevere l’attestato di account ‘verificato’. Parallelamente anche la modella Gigi Hadid ha abbandonato il social e potrebbe essere seguita da altri esponenti del fashion world così come la mossa di Balenciaga potrebbe aprire la strada ad altri addii.
La maggior parte delle maison ha un proprio profilo sulla piattaforma: Chanel domina con 13 milioni di follower, gli account di Gucci e Louis Vuitton svettano con nove e quasi sette milioni, Versace ne conquista più di cinque, mentre Michael Kors e Ralph Lauren si fermano a quota tre milioni per il primo e ‘solamente’ due per il secondo. Numeri piccoli se pensiamo al bacino di seguaci che raccolgono i loro account Instagram.
Anche sul social di Meta, Chanel tiene testa a tutti con quasi 53 milioni di follower, mentre Gucci e Louis Vuitton seguono con circa 49 milioni ciascuno. Balenciaga invece, nonostante il grande successo che sta vivendo il brand, supera di poco i 14 milioni.
L’aspetto più interessante, del confronto Twitter-Instagram, risiede però nel significativo gap di seguaci tra i profili dei brand sulle due diverse piattaforme. Un buco che ci porta istintivamente a chiedere: “Qual è il ruolo della moda su Twitter? E come mai funziona meno rispetto ad altri social?”. La risposta risiede in parte nel suo target: le nuove generazioni di compratori appaiono molto meno interessate a Twitter, divise più tra Instagram e specialmente TikTok, ma si ritrovano invece persone più adulte (tra generazione X e baby boomers) interessati per la maggior parte a temi di attualità o riguardanti la politica.
Quello che funziona sul social, nell’ambito del fashion, sono invece gli account non ufficiali, nati per postare foto d’archivio dei brand. Le creazioni di Tom Ford durante la direzione creativa di Gucci sono, ad esempio, tra le foto più comuni tra questi profili. Un fatto apparentemente di poco rilievo, ma che in realtà rivela uno spazio di scambio dove, più che i clienti dei brand, ad usufruire dei contenuti del social sono gli insider della moda e i suoi ‘addetti ai lavori’. Appassionati che hanno una competenza specifica della materia e che non si fermano al prodotto cult del momneto, ma che al contrario vanno a ripercorrere il passato dei brand con contenuti ‘vintage’.
Solo i prossimi mesi potrebbero dirci se l’adieu di Balenciaga a Twitter resterà un caso isolato, speculare alla chiusura dell’account Instagram ufficiale di Bottega Veneta, o sarà seguito da altri luxury brand indisposti dalle nuove policy di Musk.



