Anche dalle istituzioni del mondo della moda arrivano appelli e indicazioni per fare fronte all’emergenza del caro energia. Ancora una volta la voce sul tema è quella di Federazione Moda Italia, già espressa al riguardo anche nei confronti del governo, che ha diramato un decalogo di “buone prassi per favorire il risparmio energetico e contrastare gli sprechi nei negozi di moda, tessile, abbigliamento, calzature, accessori, pelletterie e articoli sportivi”.
Sono dieci i punti individuati dall’associazione di categoria, che spaziano dai controlli tecnici dei punti vendita nell’ottica di un’ottimizzazione dei consumi energetici a un’attenta regolazione della temperatura negli spazi interni, l’impiego di luci a led, utilizzo efficiente degli elettrodomestici fino allo spegnere o ridurre l’intensità luminosa laddove non necessario e l’impegno a evitare le dispersioni termiche.
Si tratta di regole che rispondono al buonsenso e alla responsabilità civica degli esercenti e che dovrebbero affiancare – aveva reclamato Federazione Moda Italia – l’intervento delle istituzioni governative a sostegno della rete di negozi del settore che, tra bollette energetiche, tasse, fornitori, affitti, stipendi e servizi, sono sempre più in difficoltà in uno scenario fortemente inflazionistico.



