Sulla base delle elaborazioni effettuate dal Centro Studi di Confindustria Moda su dati Istat per Federorafi, nei primi cinque mesi del 2022 il settore orafo-argentiero-gioielliero “prosegue nel sentiero espansivo”, con esportazioni in aumento del 36,5% che sfiorano i 4 miliardi di euro, guadagnando un miliardo circa rispetto al medesimo periodo dello scorso anno. Il dato del commercio con l’estero evidenzia una lieve accelerazione rispetto al primo trimestre chiusosi a +31,9 per cento. “Del resto – si legge nella nota di Federorafi -, le vendite settoriali effettuate nel solo mese di maggio presentano un aumento del +63,7% rispetto al maggio 2021. A confronto con il gennaio-maggio 2019 la crescita risulta altresì molto vigorosa, ovvero pari a +40,3%, corrispondente in termini assoluti a 1,15 miliardi. Il saldo commerciale di periodo ammonta a quasi 3,2 miliardi di euro e supera, similmente alle vendite Oltreconfine, di oltre 1 miliardo l’avanzo del medesimo periodo 2021”.
Il comparto preponderante (84,1% dell’export qui considerato), ovvero l’oreficeria/gioielleria in oro, presenta una dinamica delle vendite estere migliore della media settoriale, crescendo del +40,5% nei primi cinque mesi dell’anno; la gioielleria in argento sperimenta un incremento dell’export contenuto al +4,4%, mentre quella in metalli placcati, che tuttavia non arriva a 30 milioni di euro, cresce quasi del +150 per cento. In termini di quantità, l’export di queste tre merceologie segna una dinamica altrettanto positiva, pari al +11,1% sul medesimo periodo del 2021; tuttavia, se rispetto al gennaio-maggio 2020 la crescita raggiunge il +72,5%, resta al di sotto del -1,8% se paragonata con i primi cinque mesi del 2019.
Da gennaio a maggio 2022 gli Stati Uniti, confermati in prima posizione come lo scorso anno, sperimentano un aumento del +24,9% rispetto al medesimo periodo del 2021 (+115 milioni circa in valore assoluto); tale mercato assorbe il 14,4% dell’export settoriale totale. Al secondo posto torna la Svizzera, scambiandosi con gli Emirati Arabi nuovamente in terza posizione: tali aree crescono rispettivamente del +31,4% e del +23,3 per cento. Una variazione molto consistente, nella misura del +123,8%, caratterizza le vendite settoriali destinate in Francia (+255,5 milioni di euro in valore assoluto); nel periodo in esame la Francia raggiunge quasi gli Emirati Arabi, come indica l’incidenza all’11,6% per entrambi. Quinta l’Irlanda, hub logistico-commerciale del settore di recente avvio. Di contro, perdono il -1,6% le vendite dirette ad Hong Kong (-3,4 milioni di euro), mentre la Cina, dopo aver sperimentato una variazione del +367,5% nel gennaio-maggio 2021, cede il -21,9% (cui corrispondono quasi -7,4 milioni di euro), portandosi dalla 18° alla 26° posizione; le esportazioni a Hong Kong sono pari a 201 milioni di euro, in Cina a 26,3 milioni.
Con riferimento ai maggiori distretti del settore, nel primo trimestre del 2022 si registra una crescita delle vendite estere del +29,7%, in linea con la dinamica del +31,9% registrata per l’aggregato a livello nazionale nello stesso arco temporale. L’export di Arezzo (che incide per il 32,2% sul totale esportato dall’Italia) evidenzia una crescita tendenziale del +31,1%, mentre Vicenza raggiunge una dinamica pari al +38,4%, assicurando il 21,6% dell’export settoriale nazionale. Il fatturato estero di Alessandria non va oltre ad una variazione del +8,5%, mentre quello di Torino sale del +26 per cento. Andamento favorevole interessa anche le vendite Oltreconfine della provincia di Milano, in aumento del +40,6 per cento. Le prime cinque province esportatrici coprono ben l’85,1% del totale nazionale.



