Si apre oggi la 90esima edizione di Pitti Filati, il salone di riferimento per il mondo dei filati e della maglieria a livello internazionale, che animerà gli spazi della Stazione Leopolda fino al 4 febbraio con le collezioni primavera/estate 2023 delle più importanti filature italiane e internazionali, le nuove proposte maglieria dell’area Knitclub e le tendenze del domani raccontate dallo Spazio Ricerca. Gli espositori sono 80, dei quali 58 filature e 22 aziende nelle aree speciali (Fashion at Work, KnitClub, CustomEasy); sono invece 7 le aziende provenienti dall’estero (Giappone, Cina, Cina-Hong Kong, Turchia e Regno Unito). Come per Pitti Immagine Uomo, il tema dell’appuntamento dedicato ai filati è Pitti Reflections. Pitti Filati sarà anche su Pitti Connect, con approfondimenti dedicati ai brand, percorsi di stile e aggiornamenti in tempo reale.
Dual è invece il titolo-tema del nuovo Spazio Ricerca del salone, il laboratorio creativo sulle tendenze, realizzato con la direzione creativa del fashion designer Angelo Figus e dell’esperta in maglieria Nicola Miller.
Fanno da sfondo al via della manifestazione i dati di settore. Lasciato alle spalle il pesante cedimento del 2020, nel corso del 2021 la filatura italiana (in questa accezione comprensiva della produzione di filati lanieri, cotonieri e linieri) sperimenta un’inversione di tendenza, tornando interessata da dinamiche positive. Secondo le elaborazioni preliminari effettuate dal Centro Studi di Confindustria Moda per Smi, basate sia su variabili macro sia su indagini campionarie interne, il fatturato settoriale è stimato in recupero del +21,4% su base annua. Il turnover settoriale salirebbe, dunque, sui 2,45 miliardi di euro. Il favore incontrato dalla maglieria e dal tessuto a maglia nel modello di consumo emergente ha giovato al settore in corso d’anno. Tuttavia, rispetto ai livelli pre-Covid, il fatturato settoriale risulterebbe inferiore del -11,6%, ovvero di 320 milioni circa.
Guardando oltreconfine, la filatura italiana, dopo il biennio 2019-2020 in area negativa, assiste ad un significativo cambio di passo: l’export è previsto in crescita del +23,2%, l’import del +24,3% (da gennaio a ottobre 2021 l’export di filati è aumentato del 25,2%, mentre l’import del 26,5 per cento). Tali dinamiche porterebbero il fatturato estero settoriale a quota 800 milioni di euro, mentre contestualmente l’import dovrebbe salire a quasi 740 milioni circa. L’incidenza dell’export sul fatturato totale guadagnerebbe, pertanto, +0,5 punti percentuali portandosi al 32,7 per cento.



