La Camera Nazionale della Moda Italiana ha organizzato la seconda edizione dell’Including Diversity talk. Ieri, sul palco del Piccolo Teatro Grassi, sono andate in scena una serie di conversazioni legate ai temi dell’inclusività e della diversità che, oltre alla moda, hanno trattato le tematiche secondo ambiti e prospettive più ampie. Carlo Capasa, presidente di Cnmi, ha sottolineato l’impegno concreto che negli ultimi due anni Cnmi ha rivolto alle tematiche oggetto dei talk, a partire dalla pubblicazione nel 2019 del Manifesto della Diversità e dell’Inclusività, presentato proprio durante la prima edizione del talk. Sono stati menzionati i progetto ‘We are made in Italy – Black lives matter in italian fashion’, ‘Fashion bridges – I ponti della moda”, ‘Inclusive backstage’, la partnership istituzionale recentemente siglata con la Fashion Minority Alliance e la sua founder Barbara Kennedy-Brown per i temi di education sull’inclusion e il lancio del programma ‘Fashion deserves the world’. “Il valore di questo evento si lega profondamente al nostro desiderio di cambiamento. Facciamo parte di un’industria, quella della moda, che per definizione guarda al futuro, si nutre di stimoli diversi e riconosce nella diversità un valore inestimabile. Questo è il momento di agire, di responsabilizzarci tutti in un’ottica di progresso ed evoluzione. Il compito di Camera Nazionale della Moda Italiana è quello di essere collettore e promotore di idee, ma anche artefici di azioni concrete, che siano di stimolo ed esortazione per l’industria tutta, a livello globale”, ha dichiarato Capasa.
Due momenti sono stati dedicati anche al mondo della moda e del lusso, grazie alla presenza di Antonella Centra, executive vice president general counsel, corporate affairs & sustainability di Gucci, che insieme Filippo Chieli, global relationship manager retail and luxury di Intesa Sanpaolo hanno illustrato il ‘Programma sviluppo filiere della banca’ dedicato all’implementazione di progetti di sostenibilità ed inclusione nella supply chain e di Geraldine Vallejo, direttrice del Programma Sostenibilità del gruppo Kering, che si è confrontata con altri imprenditori del settore, tra cui Marina Salamon, fondatrice di Altana, Mariele Uboldi, direttore commerciale mondo Zeiss Sunlens e Azzurra Morelli, proprietaria di Pellemoda, relativamente al supporto delle donne nella supply chain del lusso.
Si sono avvicendate sul palco una serie di personalità che hanno condiviso la propria esperienza legata ai temi dei talk. Tra questi, la scrittrice e attivista Esperance Hakuzwimana autrice di ‘E poi basta. Manifesto di una donna nera italiana’; Miss Fame gender non-conforming artist intervistata da Teneshia Carr, editor-in-chief di Blanc Magazine che già da tempo affianca Cnmi nelle attività di formazione agli associati. Presenti anche lo psicoanalista e professore universitario Massimo Recalcati, che ha offerto una lecture sulle radici culturali e sociologiche dell’odio e l’atleta paralimpica Monica Contrafatto che ha conversato con il giornalista sportivo Claudio Arrigoni. La modella e attivista Teddy Quinlivan è stata intervistata da Simone Marchetti, direttore editoriale Europa di Vanity Fair & editor-in-chief di Vanity Fair Italia. L’evento si è concluso con la live performance dell’attrice Stefania Rocca ‘We shall overcome’ dedicata al tema dei migranti e della libertà dell’uomo, e accompagnata dai musicisti Antonio Fresa e Raffaele Casarano. L’evento è stato moderato dalla giornalista di SkyTg24 Mariangela Pira e ha visto anche gli interventi di Alessia Cappello, assessora allo sviluppo economico e politiche del lavoro e Tommaso Sacchi, assessore alla cultura. L’appuntamento è stato organizzato con il supporto del Comune di Milano e di Intesa Sanpaolo.
Inoltre la Fashion Minority Alliance (Fma) ha annunciato oggi una partnership con la Camera Nazionale della Moda Italiana, come suo partner ufficiale per la diversità e l’inclusione. L’organizzazione non profit e apartitica con sede a Londra intende contribuire ad accelerare la missione della Camera Nazionale della Moda Italiana di creare opportunità per gli individui che provengono da minoranze, in particolare quelli che si definiscono come neri, indigeni, persone di colore (Bipoc) e/o individui con disabilità.



