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Furmark® certifica la tracciabilità delle pellicce naturali

Di Marco Caruccio
25 Nov 2021
Furmark® certifica la tracciabilità delle pellicce naturali

Etichetta con codice alfanumerico univoco

Furmark® è pronto a fugare qualsiasi dubbio. Il nuovo sistema internazionale di certificazione e tracciabilità è infatti in grado di garantire al consumatore che la pelliccia che sta acquistando è stata prodotta rispettando tutti gli standard di benessere degli animali e di impatto ambientale. Si tratta di un passo importante, che rende trasparente la catena produttiva del comparto in ogni sua fase grazie a un progetto sviluppato da IFF con il contributo del Gruppo Lvmh e di molti brand moda e pellicceria.
La Federazione, fondata nel 1949, rappresenta e regola il settore internazionale della pellicceria, vi aderiscono 56 associazioni operative in oltre 40 paesi in tutto il mondo. IFF promuove la produzione e il commercio della pelliccia naturale sostenibile e lavora attivamente per sviluppare, implementare e far progredire sia gli standard di benessere degli animali sia quelli ambientali.

Per creare Furmark® hanno lavorato insieme il settore pellicceria e i suoi leader, gli scienziati, i responsabili della sostenibilità delle aziende e gli esperti di benessere degli animali con l’obiettivo comune di creare una serie di standard riconosciuti, basati sulla scienza, soggetti a ispezione indipendente che portasse a un sistema di etichettatura internazionale tracciabile, verificato e garantito, capace di rendere la pelliccia naturale un prodotto al passo con i tempi. I prodotti certificati Furmark® saranno sul mercato accompagnati da un’etichetta con codice alfanumerico univoco che fornisce la loro specifica catena di tracciabilità (tipo di pelliccia, origine, programma applicato per il benessere degli animali, concia, produttore e luogo di produzione) e garantiranno così che i consumatori possano acquistare la pelliccia naturale con fiducia.

La certificazione Furmark®, basata su standard estremamente severi che seguono tutta la catena produttiva, riguarda esclusivamente le pellicce naturali vendute alle aste internazionali, siano esse di origine selvatica o di allevamento. Le pelli certificate devono essere lavorate in concerie accreditate e soggette a ispezioni di parte terza che soddisfano lo standard SafeFur (che copre sostenibilità, utilizzo di sostanze chimiche, emissioni nell’ambiente e sicurezza del prodotto).

“La pelliccia naturale è uno dei materiali per la moda più sostenibili che oggi si possano usare”, dichiara Mark Oaten, CEO di IFF. “È assolutamente in linea con quello che oggi devono essere le  collezioni moda: sostenibili, slow,  attente a non produrre in eccesso, di qualità e capaci di impiegare materiali nobili e durevoli che rispettino il pianeta. La pelliccia è naturale, biodegradabile e può essere sottoposta a restyling più e più volte prima di essere trasmessa da madre in figlia. Da oggi la pelliccia naturale non è solo sostenibile, ma con il lancio di Furmark  è anche certificata e tracciabile. Recenti ricerche di mercato dimostrano che i consumatori, in particolare le generazioni più giovani, hanno un notevole interesse per la sostenibilità e la trasparenza e, in definitiva, per l’impatto dei loro vestiti sull’ambiente. Vogliono sapere da dove vengono i loro indumenti, come sono stati fatti e chi li ha fatti. Per il settore pellicceria questo è estremamente importante, proprio perché il prodotto fa parte del movimento slow fashion, ha solide credenziali in termini di sostenibilità. Furmark® consente poi di mostrare in modo trasparente la filiera produttiva della pellicceria, partendo dall’azienda agricola e percorrendola fino al rivenditore, dando al consumatore sicurezza e fiducia nei propri acquisti”, specifica il manager.

I prodotti certificati Furmark® possono essere confezionati solo da aziende che hanno superato i controlli di due diligence condotti da esperti professionisti che garantiscono sia protezione del marchio sia anticontraffazione. Ogni fase del processo produttivo viene registrata tramite un sistema di tracciabilità accessibile e visibile al consumatore, in modo da garantire trasparenza lungo tutta la filiera produttiva. Le aziende che non soddisfano gli standard sono escluse dal programma di certificazione e dal sistema Furmark®.

Chi pensa che le pellicce siano dannose per l’ambiente si sbaglia: “I capi fake – dichiara Oaten – sono in realtà in plastica e finiscono per accumularsi nelle discariche. Possono volerci decenni perché questi prodotti si biodegradino. I componenti principali utilizzati nella produzione di alternative alla pelliccia naturale sono i derivati dal petrolio, inquinanti pesanti. A queste considerazioni vanno aggiunte quelle da farsi sulle microplastiche, legate all’utilizzo dei capi sintetici. Come è noto le microplastiche si disperdono nell’ambiente e invadono persino gli alimenti sulle nostre tavole (attraverso per esempio la loro  dispersione nelle acque). È scioccante vedere brand affermati a livello internazionale che utilizzano materiali artificiali come la pelliccia finta (termine che peraltro in Italia non si può più utilizzare, per dettame legato al decreto 68 del 2020, che impone che i termini cuoio, pelle e pelliccia possono essere utilizzati solo per le materie prime naturali)  promuovendoli come un’alternativa ‘sostenibile'”.

Gli fa eco Roberto Tadini, presidente di Associazione Italiana Pellicceria, la voce nazionale di IFF: “Il nostro settore ha radici secolari e sta vivendo oggi un momento di trasformazione molto significativo, i prodotti tracciabili e sostenibili rappresentano la vera alternativa al ‘fast fashion’ e sono molto richiesti”.

Mark Oaten, CEO IFF
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