Terzo trimestre positivo per Abercrombie & Fitch. Il gruppo americano ha registrato un fatturato netto di 905,2 milioni di dollari (806 milioni di euro circa), in crescita del 10% rispetto a un anno fa e del 5% se si considera il terzo trimestre del 2019. In miglioramento anche l’utile netto trimestrale del gruppo che è stato di 47,2 milioni di dollari, o 0,77 dollari per azione, rispetto ai 42,3 milioni di dollari (0,66 dollari per azione) del terzo trimestre del 2020. Nonostante la società abbia superato le aspettative degli analisti sia sui profitti che sui profitti, ieri il titolo ha inaugurato la seduta di Borsa con un profondo rosso, aprendo subito con un calo del 15% e mantenendo la flessione a doppia cifra per il corso della giornata.
A pesare sull’andamento della seduta di ieri ci sarebbero le preoccupazioni legate alla supply chain, tema molto caldo in previsione del Natale. Sebbene la società abbia dichiarato di avere per il momento scorte stabili, secondo quanto riportato da Reuters, il Chief Finance Officer Scott Lipesky ha ammesso che Abercrombie potrebbe subire un danno di circa 75 milioni di dollari nel quarto trimestre a causa delle maggiori tariffe di trasporto.
Tornando ai dati trimestrali, dal punto di vista geografico, a registrare una crescita sono gli Stati Uniti (+17% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso) principale mercato del gruppo che è riuscito così a mitigare le perdite degli altri mercati, Europa (-6%) e la regione dell’Asia-Pacifico (-12%). Continua a crescere il canale digital, che segna un +8% rispetto all’anno scorso e un +55% rispetto al 2019.
Nei nove mesi Abercrombie & Fitch ha registrato un utile netto di 197,5 milioni di dollari rispetto a una perdita di 196,4 milioni di dollari di un anno fa, mentre le vendite nette per il periodo di nove mesi hanno raggiunto 2,55 miliardi di dollari, in crescita del 27% rispetto ad un anno prima.



