Continua, seppur lentamente, il recupero dei consumi in Italia, ma non per la moda. Secondo i dati dell’Osservatorio sui consumi di mercati Confimprese-EY relativi al mese di settembre, gli acquisti in Italia sono aumentati dell’1% su settembre 2020, ma sono ancora in ritardo dell’11% sullo stesso mese 2019. Vanno meglio le grandi città, con Milano in testa che conferma il suo ruolo da locomotiva d’Italia (+36% rispetto ad un anno fa). Sull’anno progressivo il trend segna +7%, anche se il confronto sull’anno pre-Covid è ancora double digit negativo a -29 per cento. “Ove il trend degli ultimi quattro mesi dovesse essere confermato anche nel quarto trimestre – ha affermato Mario Maiocchi, direttore Centro studi retail Confimprese -, si potrebbe ipotizzare per il totale anno una crescita sul 2020 intorno al 15% accompagnata, però, da un calo rispetto al 2019 stimabile tra 20 e 25%, segno che i tempi non sono ancora maturi per tornare a una situazione di reale equilibrio”.
Il ritorno agli acquisti non è generalizzato e comune a tutte le categorie merceologiche.
L’unico in positivo è la ristorazione che, forte di condizioni climatiche favorevoli e dell’ampliamento di dehor e spazi all’aperto, mette a segno una crescita del 18 per cento. In negativo, invece, sia abbigliamento/accessori a -5% sia il non food a -8 per cento. Persistono segnali pesanti sul progressivo anno 2021 rispetto al 2019 con cali per ristorazione -38% e abbigliamento/accessori -32%, mentre il non food registra un trend in flessione più limitato a -4%, per un totale mercato di -29 per cento.
Tra i canali di vendita, i trend peggiori sono di centri commerciali e outlet, che guadagnano due punti percentuali rispetto ad agosto, ma chiudono in negativo a -7 per cento. Tornano in area negativa anche le vie dello shopping (-5%). In faticoso e lento recupero il travel che si attesta a un timido +0,3 per cento.



