Condé Nast non transige sulle norme anti-Covid. Lo scorso mese la casa editrice americana cui fanno capo magazine come Vogue, Vanity Fair e Gq ha implementato la propria policy per evitare rischi di possibili contagi amplificati dalla variante Delta del virus. Tutti gli impiegati devono essere vaccinati, così come i talent, i freelance, i consulenti e i provider di servizi coinvolti sui set fotografici. Ciò implica che anche le celebrities e le modelle devono dimostrare di essere completamente vaccinate per essere protagoniste degli scatti fotografici.
“Il nostro obbiettivo è assicurare che stiamo facendo ogni sforzo per proteggere la salute di tutti i nostri impiegati, contributors e talent facendo tutto il possibile per minimizzare le possibilità di contagio”, ha dichiarato una fonte della casa editrice, come riportato da Wwd. La scelta segue coerentemente quanto già stabilito per l’ultimo Meg Gala organizzato in chiusura della New York fashion week di settembre. In quel caso, Vogue, tra i principali organizzatori dell’evento, ha richiesto l’attestato di vaccinazione a tutti i partecipanti che hanno indossato obbligatoriamente la mascherina all’interno del museo, ad eccezione della cena. La rapper no-vax Nicki Minaj aveva twittato: “Se mi vaccinerò non sarà per il Met”, dando vita a un polemica che dai social si è spostata anche ai media tradizionali. Attualmente l’headquarter di Condé Nast presso il World Trade Center è continuamente monitorato e aperto ai dipendenti vaccinati.
Negli Stati Uniti, le policy variano da editore a editore. Ad agosto la Cnn ha comunicato che tre dipendenti non vaccinati non hanno avuto accesso agli uffici. Altri, come The Wall Street Journal, permettono allo staff non vaccinato di rientrare solo con tampone negativo settimanale e indossando costantemente le mascherine.



