Nuovo record per Boohoo. Il retailer britannico ha chiuso il primo semestre del 2021, terminato lo scorso 31 agosto, con vendite da 975,9 milioni di sterline (circa 1,13 miliardi di euro). Entrate da quasi un miliardo, dunque, contro gli 816,5 milioni (circa 953 in euro) del medesimo periodo dell’anno precedente.
A quota 85 milioni di sterline (98,5 milioni di euro), l’ebitda rettificato è sceso del 5%, in parte per “l’eccezionale redditività dell’anno passato” e in parte per gli ingenti investimenti volti alla crescita dell’intero business. Rispetto al 2019, invece, l’ebitda è aumentato del 40% nonostante i costi di trasporto e logistica ammontati a 26 milioni di sterline (30,24 milioni di euro).
Nell’ultimo anno e mezzo Boohoo è cresciuto sensibilmente, diventando uno dei player più influenti del panorama retail britannico. Risale a soli due mesi fa l’annuncio da parte dell’insegna Uk di creare cinquemila nuovi posti di lavoro, inseriti all’interno di un piano di investimenti da 500 milioni di sterline che celebrerà il suo 15° anniversario. Un proposito che ha portato all’acquisizione del 10% del suo capitale da parte di T. Rowe Price, al primo posto sul podio degli azionisti in tutto il mondo.
Il potenziale mercato di riferimento di Boohoo ha conosciuto un fortunato ampliamento: lo scorso febbraio il colosso dell’e-commerce ha finalizzato un deal da 25 milioni di sterline (28,8 milioni di euro) per acquistare i marchi Dorothy Perkins, Wallis e Burton dall’ex gruppo Arcadia; prima ancora, nel gennaio 2021, aveva acquisito per 55 milioni di sterline (63,4 milioni di euro) la catena di grandi magazzini Debenhams, sull’orlo della bancarotta.
Parallelamente, anche la capacità di stoccaggio e distribuzione dell’azienda è aumentata: ora è in grado di assorbire vendite che superano i 4 miliardi di sterline (4,65 miliardi di euro), grazie al maxi-hub inaugurato sei mesi fa Daventry, nell’Inghilterra centrale.
Nei sei mesi dell’H1 è stato agosto il periodo più soddisfacente, rivelando un trend proseguito anche a settembre. “Il tasso di crescita del fatturato è aumentato rispetto a quello del secondo trimestre fiscale”, ha osservato l’azienda, facendo riferimento al periodo più altalenante del semestre per via del ritorno dei tassi di rendimento del Regno Unito ai livelli pre-pandemia e dell’incertezza dei consumatori nei mercati chiave, oltre ai rallentamenti che hanno impattato sui tempi di consegna internazionali.
Guardando al fiscal year 2022, il gruppo si è mostrato ottimista dichiarando di aspettarsi una crescita delle vendite pari al 20-25%, stimando dunque un incremento delle vendite del 20-30% nella seconda metà dell’anno.



