Nel primo semestre del 2021 l’industria della moda (tessile, abbigliamento, pelle, calzature e pelletteria) ha seguito la ripresa generale dell’economia italiana “registrando – si legge nei Fashion Economic Trends di Cnmi – un significativo rimbalzo sia rispetto alla contrazione causata dalla seconda ondata di contagi Covid-19, verificatasi tra settembre e dicembre, che, a maggior ragione, rispetto al momento dell’impatto della prima ondata tra marzo e giugno dello scorso anno”.
Il primo trimestre si è chiuso con un fatturato in linea (-0,3%), mentre nel secondo trimestre – che in Italia è stato caratterizzato a maggio dal primo decreto “Aperture” del governo e che si confronta con il secondo trimestre 2020, periodo più buio della pandemia – il fatturato della moda italiana ha registrato un rimbalzo del 63,9 per cento (il turnover resta ancora del 15% inferiore al secondo trimestre 2019). Questo andamento ha portato la crescita complessiva del primo semestre a +24 per cento.
“Il giudizio sul livello degli ordini – prosegue la nota della Camera Nazionale della Moda italiana – vede ancora in più aziende con ordini inferiori al normale che con ordini elevati, tuttavia a luglio e agosto il numero di quelle che giudicano il livello ‘normale’ ha toccato il 50% e il numero di delle imprese che si attende per il dopo estate un aumento degli ordini supera quello dei pessimisti”.
L’andamento dell’export della moda italiana risulta positivo nei primi 5 mesi dell’anno (ultime elaborazioni disponibili da dati Istat), con una crescita complessiva del 27,6% e del 34,3% verso i soli paesi extra-UE. La Cina registra una progressione del 93,9 per cento. Oltre al Gigante asiatico, i best performer sono Francia (+35%),Usa (+31,9%) e Corea (+27,8 per cento). I settori collegati alla moda (gioielli, occhialeria e cosmetica) hanno complessivamente avuto una performance migliore (+60% globalmente e +68,5% verso extra-UE) di quella della moda in senso stretto.
Le previsioni di raggiungimento della copertura vaccinale, che consentirà un ulteriore allentamento delle misure restrittive anti-Covid prima della stagione delle vendite natalizie, fanno ipotizzare che si possa arrivare a fine anno a un fatturato di 83 miliardi di euro per l’insieme di fashion e settori collegati, circa il 7% sotto il livello del 2019.



