Nell’arco di cinque anni, la crisi degli immobili commerciali nel Regno Unito ha cambiato il panorama urbano. Dal crollo nel 2016 della catena di grandi magazzini Bhs, il Paese ha infatti assistito a una riduzione dell’83% dei grandi magazzini. Tra le principali cause, la crescita esponenziale dell’online e le conseguenze della pandemia.
Un vero e proprio cambio di paradigma che coinvolge il settore della vendita al dettaglio, con i negozi fisici che si svuotano e chiudono, soppiantati dall’e-commerce. Lo sottolineano i dati, presentati da CoStar, società specializzata in ricerche e analisi per il real estate. In un solo lustro, i grandi magazzini presenti nel Regno Unito sono passati da 467 a 79. Dei 388 che hanno chiuso, 237 sono attualmente vuoti e devono ancora essere rilevati da un nuovo business, mentre solo 52 hanno piani di trasferimento. A titolo d’esempio, anche la catena Debenhams al momento annovera 149 vecchi negozi sfitti.
“I dati evidenziano senza dubbio l’accelerazione del cambiamento nel settore della vendita al dettaglio negli ultimi anni, ulteriormente esacerbato dalla pandemia”, ha commentato alla Bbc Mark Stansfield, capo analista di CoStar. Tuttavia, “sono sempre di più i proprietari immobiliari lungimiranti che anticipano il problema e rimodellano gli asset chiave nei nostri centri urbani per fornire un punto focale per la rigenerazione”, ha proseguito Stansfield, prospettando uno scenario in via di miglioramento. “Penso che vedremo molti più piani venire alla luce nei prossimi mesi. Con queste chiusure di negozi si aprono nuove opportunità”.



