Da gennaio a giugno, Brunello Cucinelli ha registrato ricavi netti pari a 313,8 milioni di euro, mettendo a segno un aumento del 7,7% a cambi correnti rispetto al primo semestre del 2019 e del 52,9% sul medesimo periodo del 2020.
Nei sei mesi, l’ebitda ha raggiunto quota 80,6 milioni rispetto a -3,4 milioni dello scorso anno e ai 79,2 milioni al 30 giugno 2019. L’ebit è salito a 25,3 milioni rispetto a -53,3 milioni al 30 giugno 2020 e ai 39,1 milioni al 30 giugno 2019. L’utile netto è di 21,9 milioni a fronte di una perdita di 47,7 milioni nel primo semestre del 2020 e a un utile di 25 milioni nel primo semestre del 2019.
Nell’analisi del conto economico, sottolinea il gruppo, il confronto diretto dei risultati dei primi sei mesi del 2021 coi dati al 30 giugno 2020, fortemente influenzati dalla pandemia, ha una rilevanza limitata, mentre sono da considerare sia il protrarsi degli effetti correlati alla pandemia nei primi sei mesi di quest’anno, sia le dinamiche relative alle molteplici iniziative commerciali e allo sviluppo del network operate nella prima parte del 2021.
Gli investimenti sono stati di 29,9 milioni nel primo semestre del 2021, all’interno di un progetto pluriennale confermato anche in presenza degli effetti della pandemia. L’indebitamento finanziario netto caratteristico risulta pari a 96,3 milioni, rispetto ai 136,5 milioni al 30 giugno 2020.
“Il primo semestre 2021 – ha commentato Brunello Cucinelli, presidente esecutivo e direttore creativo della società – si è chiuso con dei risultati molto, molto interessanti. Le vendite delle collezioni autunno/inverno 2021 sono partite davvero molto bene, ci pare che il brand stia raccogliendo ampi consensi sia nella sua espressione stilistica sia nella maniera di rapportarsi con il territorio e con l’umanità tutta”.
“La raccolta ordini delle collezioni Uomo Donna della primavera/estate 2022, ormai giunte quasi al termine, è stata ottima – ha aggiunto – e tutto questo ci induce a immaginare per l’anno in corso una forte crescita del fatturato intorno al 20% e a considerare questo tempo una sorta di anno del riequilibrio e per il 2022 ci attendiamo un ritorno a una sana crescita del 10 per cento”.



