Anche la divisione Eyewear del gruppo Kering ha chiuso in rialzo il primo semestre dell’anno. Il segmento occhialeria luxury del gruppo ha messo a segno un fatturato da 383 milioni di euro a metà fiscal year, in aumento del 61,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un risultato che ha contribuito al bilancio semestrale complessivo del gruppo francese, in rialzo del 53,3% rispetto alla prima metà del 2020.
La performance del semestre, inoltre, ha raggiunto il +22% anche rispetto al 2019, dimostrando le notevoli capacità di resilienza di Kering Eyewear anche durante la crisi pandemica, con il contributo, ha spiegato il gruppo parigino, dell’ampliamento del proprio portafoglio licenze, che ha visto l’ingresso di Chloé e Dunhill nella prima parte del 2020.
A guidare la crescita del semestre sono stati soprattutto i risultati del secondo quarter, che ha conosciuto un balzo in avanti trasversale a tutti i brand e le aree geografiche, particolarmente evidente in Nord America ed Europa.
È stato Lindberg l’ultimo acquisto del gruppo, produttore di occhiali ultra leggeri e di design specializzato nell’uso del titanio. Kering ha appena acquisito il brand danese fondato da Poul-Jørn Lindberg, di cui ora detiene il 100% del capitale, proprio con l’intento di consolidare il posizionamento nel segmento dell’eyewear di lusso con un marchio la cui particolarità è la customizzazione dei prodotti.
Un ulteriore passo, dunque, nell’espansione e nella strategia di sviluppo della divisione a marchio Kering, che dal 2014 ha costruito un modello di business da quasi 600 milioni di euro di ricavi pre-Covid.



